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Rifondazione attacca la giunta Persiani: «Lungomare senza pianificazione»

MASSA – «L’amministrazione si appresta a spendere 1,4 mln di euro per abbattere le barriere architettoniche del lungomare e a riqualificarlo, così almeno recita il progetto approvato dalla giunta comunale. Una spesa consistente che andrà a cambiare il volto del lungomare e di Piazza Betti. Nel frattempo il Piano dell’arenile è al palo o per lo meno non è ancora definito, in fase di studio, nonostante il tanto tempo passato. Un piano che dovrebbe appunto pianificare gli interventi da fare dal Cinquale alla Partaccia comprendendo tutta la fascia marina, incluso i viali a mare». Questo è il pensiero del partito della Rifondazione Comunista di Massa, che attacca l’amministrazione comunale sul piano dell’arenile.

«La domanda a questo punto nasce spontanea: ma la trasformazione del lungomare è inserita già negli indirizzi del costituendo piano dell’arenile? E’ stato pubblicamente dichiarato, che il piano sarebbe stato costituito da un sistema di congiunzione tra le aree interne e quelle di costa, ma la realizzazione del Lungomare, così come prospettata, è pienamente compatibile con le vostre visioni di integrazione? – si chiede Rifondazione – Noi su questo nutriamo seri dubbi. Ci pare alquanto strano che si proceda in questo modo, prima si realizza e poi si pianifica. E come se si decidesse di fare il tetto prima di costruire le fondamenta, prima cioè di pianificare dimensioni e portata della casa. Ma tanto ci pare che stia accadendo. A meno che. A meno che il Piano dell’arenile non sia l’ennesima buffonata pianificatoria, a meno che i tempi elettorali stringano e la voglia di affermare “noi abbiamo fatto” (non importa come) abbia la meglio su un percorso serio, corretto, intelligente di pianificazione che tenga di conto delle esigenze della città. Temiamo che ci troveremo di fronte ad un’opera completamente fuori dal contesto pianificatorio, un’opera isolata che servirà solo alla propaganda elettorale alle porte ma che trascinerà la Marina in un medioevo urbanistico fatto di lavori scollegati l’uno con l’altro».

«Noi pensiamo che se l’amministrazione ha veramente a cuore il futuro del nostro litorale, debba mettere da parte le voglie propagandistiche, tra l’altro appoggiate su scelte tecniche molto discutibili, blocchi ogni idea di ristrutturazione del lungomare e proceda ad un percorso di pianificazione maggiormente partecipato che possa mettere in evidenza le reali necessità di cittadini e operatori economici. – conclude Rifondazione – Solo una pianificazione di questo livello, senza interferenze elettorali, potrà restituire alla nostra città un lungomare e una spiaggia veramente a dimensione di cittadino».