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Arriva la pistola elettrica a Massa-Carrara: da lunedì in dotazione agli agenti di polizia foto

Il questore Cavallo: «Durante la sperimentazione, nel 98% dei casi il soggetto ha desistito nel vedere l’arma. Speriamo di doverla usare il meno possibile»

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MASSA-CARRARA – Da lunedì sarà in dotazione a tutte le volanti che operano su Massa-Carrara e la sua funzione effettiva consiste nel provocare uno stordimento per qualche secondo, il tempo di disarmare e rendere inoffensivo dalle forze dell’ordine chi ha comportamenti aggressivi che rappresentano un pericolo imminente per l’agente di polizia o per i cittadini presenti. Mentre la funzione auspicata dalle autorità, come ha spiegato il conferenza il questore Raffaele Cavallo, è di creare un effetto deterrente grazie ad alcuni dispositivi di avvertimento come il puntatore laser e il warming act (l’agente prima di sparare deve attivare una scossa elettrica che resta in canna creando effetto sia visivo che sonoro tali da annunciare il colpo).

Stiamo parlando del taser, la pistola elettrica che stordisce con una scarica elettrica. Il questore ha indetto infatti una conferenza proprio allo scopo di spiegarne il suo funzionamento. Prendendo la parola la direttrice delle volanti Margherita Prestamonaco ne illustra le modalità di funzionamento: «Verrà usato in caso di necessità e provoca una inibizione neuromuscolare per cinque secondi. E’ un’arma che obbliga a operare in sinergia: un agente spara il colpo. Che libera due dardi, e l’altro agente immobilizza e blocca il soggetto. E’ un’arma — ha proseguito — che obbliga alla distanza con una lunghezza massima di gettata di 7,6 metri. Ci sono sicuramente degli effetti positivi per gli agenti che devono e possono non avvicinarsi».

L’istruttore Alberto Orsi ha spiegato che solo gli agenti addestrati appositamente potranno usare il taser: «Si tratta di un’arma che non ha nulla a che fare con il taser usato negli Stati Uniti — ha assicurato — è un’arma tarata sulle nostre specifiche richieste ed è stato realizzato in seguito a un percorso iniziato con uno studio di settore del Dipartimento di Pubblica Sicurezza nel 2014, poi nel 2019 dodici questure lo hanno sperimentato e nel 2021 gli istruttori di tiro sono stati chiamati dalla scuola madre, il centro di formazione di Nettuno e lì formati. Successivamente gli istruttori hanno addestrato gli agenti con un corso specifico».

L’arma è inoltre dotata di una memoria che consentirà di verificare a che ora è stata usata. Ogni volante, finito il turno, dovrà riconsegnare la pistola elettrica ma il proposito, annuncia il questore Cavallo, è di estenderne la dotazione a tutto il personale deputato, con un piano di distribuzione progressivo.

«Dal punto di vista giuridico è una vera e propria arma — spiega il questore — e la sua adozione arriva per un input da parte del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Durante la sperimentazione, nel 98% dei casi il soggetto ha desistito nel vedere l’arma che non è stata pensata per fronteggiare chi sta usando un’arma da fuoco ma per disarmare e fermare chi magari è armato di bastone o macete, nell’ottica di un utilizzo proporzionato. Speriamo di doverla usare il meno possibile».

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