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Vannucci: «Turismo culturale grande opportunità. Con noi può ripartire»

CARRARA – Negli ultimi anni si è registrata una positiva crescita d’interesse per il turismo urbano e culturale, che sta beneficiando della combinazione di diversi fattori come il movimento di rivalorizzazione e risanamento dei centri storici delle città e l’ampliamento e la diversificazione delle attività culturali. Ma anche il frazionamento delle ferie, l’avvento del mercato unico e l’aumento generale della mobilità rappresentano tutti elementi che favoriscono lo sviluppo del turismo urbano europeo. Con tutta la sua storia, le sue bellezze e le sue enormi potenzialità, Carrara deve inserirsi in questa nuova tendenza e dare fuoco alle polveri perché, appunto, i contenuti non mancano.

Come? Ecco qualche esempio pratico: va messa in campo una progettualità specifica che connetta il centro di Carrara, i paesi a monte e i bacini marmiferi. Il filo che mette relazione queste aree ( così come il resto del territorio) è dato dall’industria marmifera nei sue due secoli e più di attività. Il marmo è il leitmotiv storico e culturale che ci appartiene come peculiarità tecnico-culturale e rappresenta il baricentro delle politiche turistiche che vorremmo attuare. Organizzando bene e in modo sinergico  gli interventi si potrebbero attivare percorsi dedicati all’archeologia industriale e alla nostra storia sociale e urbanistica connettendo quindi tutto il territorio attraverso il tema del marmo. Ancora, sistemare la Via Carriona e renderla un’attrattiva turistica sarebbe una spinta alla sua riqualificazione e promozione. Questo vale pure per le zone lungo il Carrione occupate da vecchie segherie dismesse potrebbero diventare parte di un parco archeologico industriale. Il MudaC, il Carmi e il Museo del marmo sono altre risorse da riorganizzare subito e mettere in produzione per la città e per il turismo.

Modulando l’offerta in base alle rispettive funzioni e attivando iniziative che diventino appuntamenti fissi (pensiamo ad un mese dedicato ai concerti la domenica mattina, una serie di spettacoli fatti esclusivamente da compagnie dialettali, una serie di laboratori per avvicinare al marmo e alla sua lavorazione e storia, ecc) la città turistica e la città “reale” possono riuscire finalmente a “darsi la mano” e a integrarsi, così come il sito archeologico di Fossacava dovrà diventare il centro di un progetto di riqualificazione generale dei bacini migliorando le strutture ricettive, le aree di sosta, l’offerta e i servizi e assicurando una mobilità più flessibile e un accesso più facile sia per i turisti che per i residenti.