Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Arrighi e Bonaccini a confronto all’Imm: «Ecco come creare lavoro a Carrara» foto

La candidata a sindaco e il presidente dell'Emilia Romagna si sono confrontati su alcuni temi del momento, partendo da una visione nazionale per arrivare ad un focus locale

CARRARA – Sala Marmoteca gremita nella sera di giovedì 5 maggio, in occasione della visita a Carrara di Stefano Bonaccini. Nello spazio di Imm intitolato all’ex sindaco Giulio Conti, di fronte a circa 200 persone, il presidente dell’Emilia Romagna ha incontrato la candidata sindaca di Carrara per la coalizione di centrosinistra Serena Arrighi. I due si sono confrontati su alcuni temi del momento, partendo da una visione nazionale per arrivare ad un focus locale. Titolo dell’incontro e file rouge dell’intera discussione, “la città che vogliamo: idee per la Carrara del futuro”. Una proposta nata non in maniera casuale, ma con il chiaro intento di affrontare – questa volta in un’ottica locale – i temi e le idee espressi nel libro “Il paese che vogliamo”, scritto dallo stesso Bonaccini.

«Il libro è nato poiché sentivo il dovere di provare a suggerire alcune idee, parlando di quello che stiamo facendo in Emilia per allargarlo a quello di cui avrebbe bisogno, secondo me, l’Italia. – ha spiegato in apertura Bonaccini – Un libro che parla anche e soprattutto di politica, ma senza attaccare nessuno. Un libro che parla di futuro in un paese in cui la politica ragiona troppo sul passato. Inoltre, se parli troppo degli altri, significa che hai poco da dire di te. Se i politici parlassero meno di nomi e cognomi e più di contenuti, le persone ascolterebbero più volentieri».

Grande attenzione, durante l’incontro, è stata dedicata al tema del lavoro e all’importanza di trattenere i talenti in città, evitando fughe di giovani alla ricerca di nuove e migliori opportunità professionali. «Come trattenere i giovani? Garantendo loro opportunità post-scuola. – ha spiegato Arrighi – Vorrei creare due incubatori: uno dedicato all’arte, destinato a sostenere start up e giovani artisti, e l’altro incentrato sulla tecnologia, per sostenere giovani imprenditori che vorranno dedicarsi al mondo dell’innovazione».

L’altro fronte su cui lavorare per creare occupazione, secondo la candidata del centrosinistra, è quello che punta a preservare l’esistente. «Dobbiamo fare il grande sforzo di immaginare l’evoluzione di settori chiave, quali marmo e nautica, per cercare di posizionarci prima degli altri nei mercati che si creeranno. Nel lapideo si deve iniziare a pensare ai nuovi materiali del marmo e alla robotica, mentre nella nautica avremo a breve il travel lift, ovvero l’impianto per mettere in mare le imbarcazioni realizzate nell’area apuana, che ci consentirà di completare la filiera. Infine, in questo territorio abbiamo un problema che riguarda le aree da mettere a disposizione per gli impianti. Stiamo facendo però importanti bonifiche, e finalmente nel 2023 dovremmo avere 17 ettari disponibili».

La discussione si è poi spostata su temi quali la sanità, la transizione ecologica e il turismo. Sul primo punto, Bonaccini ha sottolineato l’importanza di rafforzare la centralità del pubblico nella sanità e di intervenire sulla carenza di personale sanitario partendo dall’abolizione del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina. Arrighi ha insistito sulla necessità di puntare su una sanità di prossimità, e quindi su strumenti come le Case della Salute e gli infermieri di famiglia e di comunità. Quanto al Monoblocco, «si tratta di una struttura sanitaria locale fondamentale, dotata di grandi professionalità nelle cure intermedie e specialistiche», ha evidenziato Arrighi. Riguardo alla transizione ecologica, sia Bonaccini che Arrighi hanno sottolineato come la tematica ambientale possa diventare «un’opportunità di business per creare nuove imprese, ma anche un fattore da sfruttare per le imprese che già esistono, che oggi devono ripensare i processi in un’ottica di efficientamento energetico».

Altro elemento chiave per costruire “la città che vogliamo” è il turismo. «Oggi i territori devono fare lo sforzo di scoprire gli elementi che li rendono unici, per andare incontro a visitatori che ricercano sempre di più questo tipo di esperienze. Ogni territorio ha le sue caratteristiche identitarie: bisogna essere bravi a sfruttarle, così anche le città che apparentemente hanno poco da offrire, possono avere grandi possibilità di sviluppo. – ha detto Arrighi – Dobbiamo mettere in mostra i valori che si possono trovare solo a Carrara: il marmo, che probabilmente è l’elemento più caratterizzante, ma non solo. Occorre imparare a valorizzare ogni piccola cosa, e soprattutto saperla comunicare bene. Dobbiamo quindi creare le condizioni per avere anche qui quel turismo esperienziale che richiede a tutti gli operatori della nostra zona di fare sistema e di crescere insieme».