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«Un festival itinerante per riscoprire le bellezze dei paesi a monte» foto

La proposta della candidata sindaca del centrosinistra durante l’incontro con i residenti di Bedizzano. Prosegue il tour dedicato all’ascolto delle frazioni

CARRARA – “Un festival itinerante per riscoprire le bellezze e le caratteristiche identitarie delle frazioni di Carrara. Un primo passo, semplice, per far tornare la vita nei paesi a monte”. A lanciare l’idea è stata la candidata sindaca del centrosinistra Serena Arrighi nel corso dell’incontro con i residenti di Bedizzano, tenutosi ieri, martedì 19 aprile, in piazza Padre Ignazio Rossi. Con la tappa di Bedizzano, la candidata è giunta praticamente alla metà del suo tour dedicato all’ascolto dei cittadini di ogni frazione del territorio. Un percorso che servirà, tra le altre cose, a stilare programmi locali dedicati ad ogni quartiere.

“Ogni frazione ha le sue peculiarità e delle caratteristiche distintive che dobbiamo tornare a valorizzare – ha sottolineato Serena Arrighi –: per questo vorrei proporre a Carrara qualcosa di molto simile al festival Lunatica, che in origine prevedeva appuntamenti alla scoperta dei borghi della Lunigiana”.

Tra le problematiche evidenziate dai residenti di Bedizzano ci sono quelle legate alla viabilità, ai parcheggi e al trasporto pubblico. “E’ mia intenzione – ha ribadito la candidata – fare una convenzione con la Pubblica Assistenza per avere servizio di trasporto veloce che migliori la connessione tra Carrara e i paesi a monte”.

Bedizzano ha poi due grandi risorse da recuperare: la palestra del Vignale e il parco, famoso per i suoi castagneti. “La palestra è un luogo fondamentale e deve tornare ad essere un punto di riferimento per tutti i paesi a monte”, ha sottolineato la candidata. Quanto alla tradizione delle castagne, “si tratta di una peculiarità del paese e, in quanto tale, va assolutamente rivalorizzata”.

Un’iniziativa di particolare interesse sul piano sociale, infine, è il progetto “a scuola senza zaino”, attualmente attivo nel paese. Si tratta di un modello alternativo di approccio alla scuola che prevede una riorganizzazione degli spazi, dei materiali e dei compiti con l’obiettivo di rendere la classe un luogo di condivisione e cooperazione. “È bello che nel paese esista un progetto basato su una visione della scuola come comunità di ricerca, dove viene favorita la responsabilità degli alunni e l’acquisizione delle competenze”, ha concluso Serena Arrighi.