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Articolo 21, pioggia di polemiche sul termine del 30 aprile. «Alle aziende serve più tempo»

Insieme per Carrara insiste sullo slittamento della scadenza a fine ottobre. Il Pd a Martinelli: «Reazione scomposta. Ecco le soluzioni». Vincenti: «Minacciare ricorsi non è dialogo»

CARRARA – Non si placano le polemiche sull’articolo 21 del Regolamento degli Agri Marmiferi e in particolare sul termine previsto per la presentazione dei progetti da parte delle aziende, al momento fissato al 30 aprile. L’amministrazione pentastellata sul punto è stata chiara: nessuno slittamento. Ma l’opposizione continua ad avere grandi perplessità in merito.

“La risposta dell’amministrazione grillina alla richiesta di proroga della scadenza del 30 aprile prevista per la presentazione dei progetti ex art. 21, supera ogni fantasia – commenta il gruppo Insieme per Carrara formato dal candidato sindaco Andrea Vannucci, Gianenrico Spediacci, Dante Benedini e Sara Cucurnia – Il nostro gruppo ha sempre sostenuto che tale scadenza dovesse essere fissata al 31 ottobre, per consentire alle imprese, specie quelle più piccole, di affrontare con la dovuta attenzione una scadenza così importante. Ci sembrava inoltre quanto mai opportuno che la materia fosse gestita dalla nuova amministrazione, qualunque essa sia, poiché temi così delicati non si possono affrontare in piena campagna elettorale. Siamo giunti al paradosso che i cinque stelle, non resistendo all’idea di poter squadernare una serie di opere di cui attribuirsi il merito dopo cinque anni di promesse non mantenute, pretendono che venga fatto tutto in fretta, mettendo in difficoltà un intero settore e i suoi lavoratori e attribuendo a chi vincerà le elezioni la volontà di strumentalizzare questa opportunità”.

Il Pd a Martinelli: “Reazione scomposta e carica di allusioni a complotti”

Polemiche anche dal Pd. “Ci spiace constatare la reazione scomposta dell’assessore Martinelli – afferma il segretario comunale Gianluca Brizzi – carica di dietrologia ed allusioni a complotti. Come Partito Democratico, già in occasione della discussione dell’articolo 21 avvenuta qualche mese fa, avevamo, in maniera molto trasparente, chiesto all’Amministrazione di rivedere i termini per la presentazione dei progetti da parte delle aziende per accedere alla premialità in funzione della definizione del periodo transitorio, stante le modifiche apportate al Regolamento di attuazione avvenute nel gennaio scorso. Lo abbiamo fatto in commissione consigliare ed in consiglio comunale in maniera molto precisa e che non lascia adito ad alcuna delle ricostruzioni fantasiose che sono emerse nella conferenza stampa dell’amministrazione di ieri”.

“Già diversi mesi fa avevamo sollevato dubbi sull’opportunità di concedere tempi così contratti per una questione complessa e delicata come questa – ricordano dal Pd -. Pur non condividendo la declinazione dell’articolo 21 del Regolamento degli Agri Marmiferi (relativo in sintesi alla premialità), che a nostro giudizio avrebbe dovuto insistere sull’oggetto della concessione e alternativamente, nel caso di investimenti, esclusivamente su beni di proprietà pubblica, riteniamo che esso rappresenti comunque un passaggio importante per tutta la città. La maggioranza non ha voluto ascoltare ed oggi, puntualmente, sono emerse difficoltà assolutamente prevedibili”.

“Se oggi il termine si colloca nel pieno della campagna elettorale – proseguono dal Partito Democratico – non è certo a causa di chi sta all’opposizione, anzi, è evidentemente un fatto voluto dall’Amministrazione stessa, che oggi usa questo pretesto per attaccare le altre forze politiche. Al netto di questo, le strade percorribili, a nostro giudizio, rimangono due: la prima, evidenziata in commissione e in consiglio comunale nel gennaio, in considerazione anche delle modifiche apportante al regolamento, è quella della proroga dei termini. Una proroga contenuta, che consenta alle aziende proponenti di presentare al meglio la propria documentazione evitando che i progetti vengano accantonati facendo così perdere, in molti casi, buone opportunità per la città. La seconda, che potrebbe allo stesso tempo salvaguardare il buon esito dei progetti e la voglia di campagna elettorale del Movimento 5 Stelle, è quella di consentire alle aziende proponenti, fatti salvo i punti salienti del regolamento (presentazione progetto, impegno alla trasformazione del 50%, impegno economico), di integrare la documentazione (come ad esempio il PEF) prima del giudizio di ammissibilità”.

Il Partito Democratico ribadisce la necessità di rivedere in maniera ragionevole – solo parzialmente e nelle modalità appena espresse – i termini o le modalità per la presentazione dei progetti inerenti all’articolo 21 – conclude il Pd -. In uno spirito di assoluta collaborazione, che ha come unico obbiettivo l’interesse della collettività evitando un ulteriore stagione di conflitti che non gioverebbe a nessuno. Si eviti di trasformare una buona opportunità in uno scontro di cui non c’è assolutamente bisogno, piegando una questione così importante e delicata ad effimeri interessi di carattere elettorale”.

Vincenti: “Minacciare ricorsi non è dialogo”

“Ventilare cause non può essere un mezzo di confronto con le istituzioni”. Interviene così Rigoletta Vincenti sulla richiesta, avanzata da uno studio legale a nome di alcune imprese del marmo (non specificate), di rinviare il termine del 30 aprile per la presentazione dei progetti legati all’articolo 21 del regolamento degli agri marmiferi. La candidata a sindaco della coalizione progressista critica la richiesta di ulteriori posticipi: “Il dialogo tra la politica e le parti sociali è dovuto – dice Vincenti – ma si deve svolgere su un piano di pari dignità. Chiedere ripetute proroghe, tanto più senza esporsi, minacciando il ricorso alle vie legali, denota scarso senso istituzionale. È un modo di muoversi poco trasparente, a maggior ragione se il bene su cui si fa impresa è collettivo”. Vincenti difende l’iter seguito dall’amministrazione: “L’articolo 21 – spiega – è un’opportunità per le imprese, che possono estendere il periodo transitorio delle concessioni investendo su progetti per la città. Non c’è nessun obbligo di avvalersene. Sollevare problemi a due settimane dalla scadenza fissata, dopo un anno di discussione – aggiunge – è poco credibile”.

La candidata sindaca ne fa anche una questione di metodo: “Sedersi ai tavoli per trovare un punto d’incontro e poi passare alle carte bollate – sottolinea – è un sistema superato, che non rende giustizia alla città ma nemmeno a quelle aziende del marmo capaci di guardare al futuro per ricucire il rapporto con la comunità. Nessun uomo è un’isola, ma forse – conclude – qualcuno non lo ha ancora capito”.