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«Vandalismi alla Rinchiostra, conseguenza della chiusura delle attività sociali» foto

Dopo i fatti notturni e i commenti del sindaco Persiani, dall'opposizione interviene Alberti: «Perché le hanno chiuse?»

MASSA – «Dopo la pubblicazione, alcune settimane fa, di un post sulle condizioni del parco e della Villa della Rinchiostra dove il primo cittadino si meravigliava delle condizioni di degrado in cui versava questo complesso storico, una sorta di autodenuncia di quattro anni di immobilismo della sua amministrazione, di nuovo sulla stampa locale fanno clamore gli atti di vandalismo e i danneggiamenti che ancora una volta prendono di mira la Rinchiostra». Inizia così l’intervento di Stefano Alberti, consigliere comunale del Pd di Massa, che interviene sui vandalismi avvenuti nella notte tra lunedì e martedì a Villa Rinchiostra e al Campo Scuola di Massa (qui) e si scaglia contro il sindaco Francesco Persiani e la sua amministrazione.

«Le risposte del sindaco e della sua assessora alla cultura in una sorta di distacco amministrativo – afferma Alberti – accusano i vandali i teppisti e i maleducati delle devastazioni ma non dicono nulla su quali azioni intendono mettere in campo per ovviare a questi atti delinquenziali contro il patrimonio pubblico. Al di là di alcuni accorgimenti da mettere in campo subito come un controllo più puntuale, videosorveglianza e illuminazione ci dovrebbero spiegare del perché hanno di fatto “chiuso” le attività sociali e culturali che si svolgevano all’interno e nei pressi della Villa, la Scuola comunale di Musica e il centro di aggregazione per bambini, che costituivano anche un presidio sociale di controllo per tutto il complesso».

«La confusione di questa amministrazione e il “camouflage” politico nei riguardi del futuro di questo bene unico e pubblico – conclude il consigliere di opposizione – è testimoniato dal percorso di rigenerazione che non indica né  obiettivi né funzioni e tantomeno vede nella partecipazione popolare uno strumento per scelte amministrative condivise».