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Barotti: «Il sindaco Persiani non ha nulla da dire sui tagli alla sanità?»

MASSA – “La Toscana, stando a notizia diffusa dalla stampa, si sta preparando ad un taglio lineare della spesa sanitaria di ben trecento milioni di euro. La nostra regione, dovendo raggiungere il pareggio, avrebbe, in sostanza, rimesso alle Asl, alle tre aziende ospedaliere l’elaborazione della manovra con piani di rientro distinti e da stilare sulla base di meri numeri non inseriti in una cornice in grado di orientare le scelte, dolorose, da compiere. La situazione è quindi critica sia perché dal Covid non siamo usciti, sia per lo scenario dovuto alla guerra in Ucraina con rifugiati che avranno bisogno di assistenza e sia per il numero non adeguato di personale medico e infermieristico; personale su cui si scaricano i nodi non risolti dalla politica nazionale e regionale”. Così il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti sul tema della sanità.

“Gli “angeli” che hanno fatto argine al virus – continua – sono usciti stremati dalla battaglia e ciononostante non mi sembra che siano state adottate misure per evitare, ad esempio, turni da 12 ore, sale d’attesa nei pronto soccorso più gestibili, per affrontare, senza sovraccaricare spalle ormai gracili, una domanda di cure di difficile gestione contando che vi sono da recuperare diagnosi, interventi rinviati a causa del Covid. Lascia perplessi apprendere che la Toscana impugnerà la forbice quando poco prima, magari su quella stessa pagina di giornale, spiccava la notizia di investimenti per la costruzione di ospedali di comunità, distretti sanitari o case della salute; mi chiedo quale senso possa avere realizzare nuove strutture se nel frattempo ridurremo i servizi o porteremo ad un punto di rottura chi si occupa della nostra salute. Temo che la politica abbia perso la capacità di esaminare la realtà in maniera più ampia, di concepire una strategia solida; mi sembra che gli annunci abbiano preso il sopravvento sulla sostanza, su ciò che conta per i cittadini.
Per essere più chiaro, è importantissimo dotarsi delle strutture mancanti ma è al contempo
fondamentale avere medici, infermieri in numero sufficiente per rendere tali edifici realmente
efficaci e rispondenti alle esigenze dei territori. Qualcuno ha scritto che la Toscana ha perso la rotta ed allora se la bussola della regione non funzionasse più dovrebbero intervenire i primi cittadini per evitare che “la barca” possa finire contro gli scogli”.

“I sindaci dovrebbero avere voce su un tema così importante per le Comunità – sottolinea Barotti – perciò speravo in un intervento, magari condiviso con gli altri Comuni Apuani, dell’Amministrazione Persiani poiché la salute dei cittadini non può essere terreno di scontro politico, argomento da campagna elettorale; il quadro generale in cui ci muoviamo è cambiato enormemente in poco tempo e perciò sarebbe ragionevole aprire un confronto che consideri il nuovo contesto. Confidavo che il Sindaco oltre a scrivere sulla casa della salute, finalmente prevista nell’area ex ferrovie, trovasse il tempo per discutere con la direzione Asl sul taglio di spesa previsto, sugli interrogativi che tale misura genera e di ciò informasse la città, le forze politiche. Terminando, credo sia strategico investire in formazione e, come ipotizzato da alcuni esponenti del mondo accademico, ripensare il numero chiuso previsto per la facoltà di medicina e chirurgia; si tratta di argomenti da non lasciare ai soli ambienti universitari o alle aule dei palazzi romani ma che riguardano, investono anche il governo dei territori perciò deve esserci anche una spinta dal basso, dai comuni per dare forza ai progetti, alle riforme di cui ha bisogno il paese”.