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Profughi, la coalizione progressista: «Puntare su allargamento rete Sai»

CARRARA – “Le molte iniziative spontanee e dal basso che si sono moltiplicate in provincia a favore dei profughi della guerra in Ucraina dimostrano la vocazione alla solidarietà dei nostri concittadini e concittadine. È doveroso che le istituzioni facciano un ragionamento serio sul tipo di accoglienza che si vuole proporre sul nostro territorio. L’emotività del momento non deve portare, infatti, a scelte che possano creare un sistema con profughi di serie A e profughi di serie B, garantendo servizi e possibilità diverse a seconda dei progetti in cui le persone sono inserite. Condividiamo, quindi, la proposta del sindaco di Prato Matteo Biffoni, che come delegato dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, ha individuato nell’allargamento della rete Sai una risposta al problema”. E’ quanto si legge in una nota congiunta a firma della coalizione formata da Articolo 1, Carrara Progressista, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

“Per i non addetti ai lavori – proseguono dalla coalizione – bisogna precisare che il sistema Sai, ovvero sistema accoglienza ed integrazione, è un sistema pubblico, guidato dagli enti locali e ben integrato con i servizi pubblici del territorio, mentre i Cas (centri straordinari) sono gestiti da associazioni del territorio, ma anche da società e cooperative che partecipano a gare indette dalle Prefetture per assicurare poco più che il vitto e l’alloggio a coloro che richiedono asilo nel nostro paese. L’aumento dei posti per i profughi nel sistema Sai, su cui il Governo ha appena pubblicato un bando, è immediatamente possibile considerato che un progetto di questo tipo è già operativo in Lunigiana a guida della Società della Salute. È quindi nella disponibilità di quei sindaci, molti dei quali sostenuti dal Pd, dire se vogliono un aumento dei posti di accoglienza pubblica e ordinaria in provincia”.

“In questo quadro – precisano dalla coalizione – l’amministrazione comunale di Carrara con il sindaco De Pasquale, in continuità con quanto presentato con richiesta nel 2018 che ebbe una risposta negativa del Ministero nel 2021 per un cambio della normativa, è disponibile a partecipare da subito all’allargamento dei posti del Sai. Impegno che confermiamo come forze politiche della coalizione progressista per una futura amministrazione. Nel quadro di un sistema che non si occupi solo dell’emergenza ha senso sostenere anche la richiesta delle associazioni di migliorare i servizi dei Centri gestiti dalla Prefettura. Una richiesta che comprendiamo in quanto è reale il pericolo che i cittadini e le cittadine ucraini – che otterranno velocemente i documenti di soggiorno dallo stato italiano – debbano poi abbandonare i Centri senza avere avuto il tempo di fare percorsi di integrazione linguistica e sociale, come prevede l’attuale legislazione pensata solo per situazioni emergenziali. Una tavolo organico delle istituzioni del territorio sarebbe anche l’occasione perchè i servizi dei CAS siano migliorati non solo per i centri di nuova attivazione, ma anche per quelli già esistenti per non creare una disparità verso coloro che rischiano di avere meno servizi, al di là delle lodevoli e generose intenzioni delle associazioni del terzo settore laiche e religiose che hanno svolto in questi anni un ruolo preziosissimo, solo perché provengono da guerre o conflitti meno noti”.