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«Bagni del pronto soccorso senza sapone o igienizzante». La denuncia di Benedetti

Il presidente del Consiglio comunale massese scrive a procura e forze dell'ordine: «L'Asl dovrebbe controllare»

MASSA – Con una lettera diretta a capo procuratore, prefetto, questore di Massa-Carrara, comandante della Polizia Municipale e dirigente Asl Toscana Nord Ovest, il presidente del Consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, ha voluto denunciare quella che definisce «una situazione di insicurezza e carenza igienico sanitaria da me accertata in una giornata presso il Pronto Soccorso del Noa di Massa».

«In quel giorno mi trovavo in quell’area e riscontravo che nella macchinetta dei bagni pubblici adiacenti all’uscita del Pronto Soccorso, mancava completamente il sapone e dal lavandino non scendeva acqua perché non funzionante, ma non si trattava solo di questo. Avendo io utilizzato e quindi toccato con le mani il WC e non avendo potuto lavarle, mi sono recato all’interno del Pronto Soccorso, allo scopo di disinfettarmi le mani, ma, con non poca meraviglia, trovavo l’apposito contenitore completamente vuoto. – prosegue la denuncia di Benedetti – A quel punto mi rivolgevo alla persona preposta al servizio di ingresso, che si trovava tranquillamente seduta ad un tavolo, per informarla delle anomalie, richiedendo la collocazione di un nuovo contenitore di gel, avendo avuto, appunto, contatti con il bagno pubblico esterno, maniglie, lavandino e contenitore di carta igienica. Con tutta tranquillità la risposta era negativa, anzi, la persona incaricata dall’Asl a svolgere il servizio di ricevimento delle persone che entrano, si meravigliava della mia richiesta, come se avessi detto una cosa strana, anormale, quasi demenziale e alla fine in pratica, mi chiedeva di farmi i fatti miei, supportata da una anziana paziente che era li seduta e che evidentemente non conosceva le dinamiche per la messa in sicurezza dei luoghi di aggregazione e a maggior ragione di un Pronto Soccorso, dove, presumibilmente, accedano anche malati di Covid. Ma la signora intervenuta, evidentemente, non sapeva che anche nella giornata di ieri in Italia erano decedute ben 353 persone e diverse migliaia erano state infettate».

«A quel punto contattavo il 113 e dopo aver raccontato l’accaduto, l’operatore di turno, molto gentilmente, si offriva per intercedere presso l’Asl e dopo circa dieci minuti mi richiamava assicurandomi che l’azienda sanitaria sarebbe intervenuto subito per mettere in sicurezza i bagni e l’ingresso del Pronto Soccorso. – aggiunge Benedetti – Faccio presente che all’interno della sala di ricevimento dei pazienti, vi erano diverse persone sedute e altre erano in attesa di entrare sotto i gazebi. A prima vista, questa situazione potrebbe apparire non molto pericolosa, magari anche normale, ma ad un occhio attento, che ha la percezione chiara del momento di insicurezza che stiamo ancora vivendo a causa del ritorno e dell’ aumento della pandemia, non può sfuggire la gravità della cosa e soprattutto il rischio che in quel luogo si possono infettare le persone e molto di più se mancano gli strumenti per disinfettare le mani».

«A questo punto, mi domando perché accadano queste cose e vorrei conoscere il motivo per il quale i dirigenti del Noa e dell’Asl permettono e tollerano le situazioni di pericolo e insicurezza. Proprio in questo periodo e posso farlo testimoniare dagli interessati, diversi pazienti hanno contratto il virus proprio dopo l’ingresso in ospedale e non voglio fare dell’allarmismo, ma solo scrivere e trasmettere cose reali e veritiere con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni. Non sono lontani i tempi in cui avevo sollevato e denunciato l’ipotesi di decine di decessi avvenuti al Noa per colpa dei batteri intestinali ed oggi proprio per questi episodi passati e presenti, chiedo l’avvio di una indagine e la verifica della situazione di sicurezza per i pazienti, all’interno di tutta la struttura. – conclude Benedetti – Credo che dopo quello che è successo anche l’Asl regionale dovrebbe effettuare degli accertamenti costanti e continui, proprio come vengono fatti dalle Forze dell’ Ordine nei confronti dei commercianti, ristoranti, bar e altri centri di aggregazione privati. A maggior ragione, nel settore pubblico e prima di tutto negli ospedali e strutture dell’Asl, il rigore e il rispetto delle normative di sicurezza dovrebbe essere il principale strumento di garanzia per la popolazione. Mi auguro che qualcuno decida di agire per controllare la situazione e nel contempo per verificare il livello di sicurezza e di applicazione delle norma anti-covid. Dal canto mio in qualità di consigliere comunale, mi farò carico, nel rispetto delle mie competenze e dei miei poteri, di sondare e monitorare l’andamento e le preoccupazioni dei cittadini, denunciando alle autorità competenti tutte le situazioni ritenute anomale, illegali e illegittime».