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Ordinanza anti-movida, Mencarelli: «Immobilizzato un settore danneggiando anche chi non ha colpe»

MASSA – “Appena pubblicata l’ordinanza anti-mala-movida, avevo espresso la mia critica per come era stata concepita: iniqua, inutile, insufficiente e di fatto non controllabile. Sono contenta di aver interpretato l’opinione delle varie associazioni di categoria che hanno espresso gli stessi dubbi nell’incontro con il sindaco e l’assessore Balloni, in diretta streaming. Ho ascoltato gli interventi di tutti e devo dire che ancora una volta questa amministrazione ha mostrato una certa chiusura e difficoltà ad ammettere di aver sbagliato bersaglio”. Così la consigliera del Movimento 5 Stelle di Massa Luana Mencarelli a proposito dell’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Persiani, che impone ai locali la chiusura a mezzanotte.

“Non è certamente il Regolamento per la valorizzazione del commercio che potrà risolvere il problema della convivenza educata tra divertimento, economia e riposo dei residenti – sostiene Mencarelli -. Non è infatti uniformando nelle forme e nei colori gli esercizi presenti o vietando l’insediamento di ristorazione rapida e vendita di chincaglieria che si fornirà la risposta sociale tanto attesa dalla nostra città. Certamente non è una risposta facile nell’immediatezza, ma tanto meno brancolare nel buio senza un’idea di sviluppo ragionato e coordinato. Nell’immediato resta solo di intensificare i controlli colpendo chi è responsabile della degenerazione notturna, perché all’origine di tutto c’è proprio il mancato rispetto di regole e leggi. Il sindaco Persiani invece ha sostenuto che colpire i diretti responsabili con chiusure specifiche sarebbe “concorrenza sleale”, allora si immobilizza tutto un settore provocando danno anche a chi non ha colpe. In fin dei conti ci sono di mezzo ferimenti e anche danni a terzi”.

“Io credo – suggerisce la consigliera – che oltre ai rigidi controlli si dovrebbe procedere ad un’approfondita analisi del territorio partendo dalle dichiarazioni dell’ex procuratore che sosteneva che Massa  è “colonizzata dalla mafia”. I fatti accaduti infatti si mescolano alla somministrazione senza controlli di alcoolici, ma anche a connotazioni tipiche di chi è avvezzo a risolvere le problematiche in un certo stile: gruppi che si affrontano violentemente per vendicare un affronto, attitudine all’uso di armi come i coltelli e l’arroganza che tutto sia permesso. Non nascondiamo la testa, anche questo è determinante nella visione di sviluppo sostenibile e orientato di una città”.