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Barotti attacca Benedetti: «Parla di confronto senza però praticarlo»

MASSA – “Tacciare la minoranza di mancare di elasticità mentale significa passare dal confronto politico all’insulto ma, evidentemente, chiedere al consigliere Benedetti di svolgere la funzione di
presidente di un’assemblea, smettendo i panni di esponente di partito, è domandare troppo”. Risponde così il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti al presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti dopo la protesta dell’opposizione, che ha deciso di non partecipare al consiglio solenne per la Giornata della Memoria.

“In primo luogo la minoranza ha ben chiaro il significato della giornata della memoria – precisa Barotti – tanto che ha ricordato le vittime della barbarie nazista e fascista con una cerimonia, perciò non è necessario che Benedetti organizzi degli incontri; soluzione che ha il sapore della provocazione, visto che non ricordo una iniziativa di questo tipo nei riguardi di chi espresse gravi giudizi sul presidente Sandro Pertini. Benedetti parla di confronto senza però praticarlo, visto che è proprio la sua assenza ad aver costretto la minoranza a non partecipare, anche in questo caso è arduo pensare di riuscire ad essere compresi da chi non si è opposto alla trasformazione, dato il nuovo regolamento, del Consiglio comunale in un votificio. Sul punto, per onestà intellettuale, debbo riconoscere al consigliere Antonio Cofrancesco il merito di aver denunciato, in occasione del dibattito su alcune opere, l’assenza di dialogo persino all’interno della compagine di maggioranza.
In sintesi, credo che aver ridotto a soli tre minuti il tempo per gli interventi dei consiglieri dia il
senso della misura”.

“Personalmente –  va avanti il consigliere – ho maturato la convinzione che la forma debba essere accompagnata dalla sostanza ed è per questo che, oltre un anno fa, avevo proposto di intitolare il piazzale antistante alla ex Colonia Torino (prima Colonia Marina XXVIII ottobre) alle vittime dell’Olocausto e di ivi installare un monumento. La mia idea aveva ed ha una motivazione di carattere culturale e storico che una mente elastica, come quella di Benedetti, poteva e può senz’altro cogliere. Sul punto, mi domando le ragioni che hanno impedito alla maggioranza di far propria questa iniziativa e così avere un luogo significativo e poetico in cui ricordare e celebrare, come avviene per la liberazione, i martiri di ideologie abominevoli; la giunta, il presidente Benedetti sono ancora in tempo a rimediare e potrebbero approfittare della prossima riqualificazione, previa bonifica, dell’area”.

“Quanto alle considerazioni del signor Caffaz – aggiunge e chiude Barotti – vorrei sottolineare che è vero quanto sostiene, ossia l’irrilevanza di chiunque di fronte alla tragedia della Shoah, alle persecuzioni, ai massacri causati dai nazisti e dai fascisti ed è per questo motivo che è difficile comprendere il mancato passo indietro di chi ben poteva, vista la candidatura, per opportunità lasciare, per quest’anno, il microfono ad altri. Ad ogni modo, invito il signor Caffaz, a cui esprimo solidarietà per gli inqualificabili attacchi subiti, ad evitare giudizi così duri verso chi ha celebrato la giornata della memoria recandosi in un luogo storicamente rilevante della lotta di resistenza, quella lotta di popolo che restituì dignità all’Italia, contribuì alla liberazione, alla fine del nazifascismo”.