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Case popolari, l’assessore Guidi e Fdi: «Sì al riscatto per chi ci vive da almeno 18 anni»

«Proponiamo che il 10% di tali alloggi sia riscattato e con il ricavato si possa dare vita a un intervento di manutenzione straordinaria e finanziare nuove costruzioni per dare risposte alla sempre più crescente richiesta di aiuto delle famiglie»

MASSA-CARRARA – «Si al riscatto per chi vive in un alloggio popolare da almeno 18 anni». Questo è il chiaro messaggio arrivato dagli esponenti di Fratelli d’Italia, più precisamente dalle persone di Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della commissione regionale per le politiche sociali, Marco Guidi, presidente provinciale di FdI e Alessandro Amorese, capogruppo in consiglio comunale di Massa.

«In Toscana abbiamo 50 mila alloggi popolari, buona parte si trova in una situazione di forte criticità ed alcuni addirittura in condizioni fatiscenti. I nostri quartieri popolari cadono a pezzi e rischiano di essere un ghetto è una bomba sociale. – continuano i tre – Proponiamo che il 10% di tali alloggi popolari sia riscattato e con il ricavato si possa dare vita a un intervento di manutenzione straordinaria e finanziare nuove costruzioni per dare risposte alla sempre più crescente richiesta di aiuto delle famiglie: l’emergenza sfratti di questi tempi è gravissima. Il principio di Fratelli d’Italia è “Quota 18”, ovvero si dia la possibilità, a chi vive in maniera continuativa in un alloggio popolare da almeno 18 anni, di riscattare quell’alloggio».

«Potremmo mettere in vendita, con il metodo del riscatto, circa 5000 alloggi in Toscana e molti nella nostra provincia. Con questo intervento si potrebbero reperire risorse importanti per compiere uno straordinario intervento di manutenzione per l’Erp regionale – concludono Petrucci, Guidi e Amorese – Pensiamo, inoltre, che si possano costruire nuovi alloggi popolari anche recuperando e rigenerando immobili fatiscenti presenti nelle varie realtà cittadine. Con questo intervento, tante famiglie toscane otterrebbero non solo di acquistare la casa in cui vivono da tempo, ma anche un importante riscatto sociale».