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Sanac, Rifondazione: «Il territorio deve pretendere la continuità produttiva»

MASSA – «Molti in questi giorni invocano la prosecuzione dell’attuale governo, noi ci chiediamo per fare che cosa. Su Sanac certamente va fatto di più e meglio». Questo è il messaggio del partito di Rifondazione Comunista di Massa-Carrara che torna sulla vertenza dello stabilimento massese di Sanac.

«Se infatti è una buona notizia che siano arrivate più di una proposta di acquisto al termine della procedura di manifestazione di interesse, rimangono aperte due questioni rilevanti. – continua Rifondazione – La prima è che tali manifestazioni siano rispettose effettivamente delle condizioni poste. E questo richiederà la massima vicinanza della cittadinanza e della politica affinché tali condizioni non siano verificate in maniera burocratica. La seconda è però di prospettiva. Se infatti tutta la procedura suddetta dovesse prendere i tempi ipotizzati, cioè diversi mesi o forse un anno, il governo e i rappresentanti politici, istituzionali ma aggiungiamo anche sociali del territorio devono fare di tutto perché sia garantita la continuità produttiva. Spegnere un forno non è come farlo con un fornello di una cucina, è questione rischiosa per il futuro rispetto alla riaccensione. Inoltre continua ad essere incomprensibile come continui a persistere questo atteggiamento di ostilità di un pezzo della parte pubblica, si pensi alla vicenda del rapporto con Acciaierie d’Italia e con la committenza».

«Non vorremmo, mentre sullo sfondo il governo dei “migliori” è impegnato nel risiko delle caselle fra Quirinale e Palazzo Chigi e quindi molto distratto e un po’ meno “migliore”, che si chiudesse la stalla quando i buoi, cioè i lavoratori, sono scappati o sono stati fatti scappare per forza per mancanza di continuità produttiva e committenza. – conclude Rifondazione – Ci sono vertenze anche in Toscana che hanno fatto e stanno facendo della compattezza del territorio, intesa in maniera diffusa e non solo rivolgendosi al referente istituzionale di turno, un elemento decisivo, dobbiamo lavorare subito perché anche qui questo si rafforzi, perché si arrivi in fondo ad una vicenda dove si salva qualcosa perché c’è ancora qualcosa da salvare».