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Antenne telefonia vicino a campi sportivi e parchi. Italia Nostra: «Servirebbe più prudenza»

«Un campo sportivo o un parco frequentato assiduamente da bambini e adolescenti il cui corpo psico fisico è in formazione meriterebbe una maggiore attenzione». E Barotti: «Amministrazione cambi bilancia»

MASSA – «Diversi cittadini hanno segnalato l’installazione di diversi ripetitori per la telefonia mobile in luoghi pubblici, come nel lato mare del Parco degli Ulivi e a Romagnano nel campo sportivo. Entrambi i luoghi sono frequentati da bambini, ragazzini e adolescenti. Se è innegabile che la tecnologia ha ormai permeato, anche a forza, le vite di tutti, proprio per questo ci obbliga a creare allarme per domandare veri accertamenti su quanto incide la ricaduta delle irradiazione sulla salute dei cittadini, in quanto tali ripetitori emettono radiazioni in radio frequenza». Si apre così il comunicato di Bruno Giampaoli, presidente della sezione di Massa-Motignoso di Italia Nostra, diretto alle attenzioni del sindaco di Massa Francesco Persiani e della sua amministrazione.

«La normativa non prevede distanze minime di sicurezza. È vero che ogni installazione è preceduta dall’autorizzazione dell’Arpa che, nei casi dubbi, effettua direttamente delle valutazioni di impatto ambientale. È vero che la Regione stabilisce i parametri da non superare, e che spetta all’Arpa il controllo preventivo e successivo. È vero che il Comune ha solo il compito di verificare che le antenne siano conformi ai piani regolatori, al vincolo paesaggistico, ecc. – scrive Giampaoli – Tuttavia la Legge n.36/2001 quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sconsiglia il posizionamento vicino a ospedali, scuole e asili. Un campo sportivo o un parco frequentato assiduamente da bambini e adolescenti il cui corpo psico fisico è in formazione, non meriterebbe una maggiore attenzione e tutela in base al principio di prudenza enunciato da tutti gli organismi internazionali che si sono occupati del problema?».

Barotti: «Amministrazione cambi bilancia»

«Il malumore manifestato da alcuni genitori, i cui figli frequentano il campo da calcio del Romagnano, per la possibile installazione di un’antenna per la telefonia all’interno dell’impianto sportivo dovrebbe indurre la politica e l’amministrazione a riflettere su quali siano gli interessi e i diritti da tutelare con maggiore attenzione». Anche il consigliere comunale di Arcipelago Massa, Andrea Barotti, si espone sull’installazione delle antenne per la telefonia vicino a luoghi frequentati da ragazzi e bambini.

«Credo che non sia accettabile parlare dei giovani solo quando si verificano, nel centro città, episodi biasimevoli sintomo di un disagio a cui si deve rispondere andando oltre una mera ordinanza di “coprifuoco”; chi amministra una comunità non può permettersi, pur con i limiti dovuti alle forze in campo ed alle competenze riconosciute, soluzioni semplicistiche che mancano perfino dell’ambizione di risolvere il problema. – continua Barotti – La politica deve occuparsi dei giovani poiché sono il futuro. Perciò dovremmo porre al centro del dibattito tutte quelle iniziative, interventi, investimenti necessari per proteggere, far crescere il futuro del nostro territorio. La situazione difficile in atto, densa di paure, incertezze, difficoltà richiede un’azione tesa a creare più opportunità, più spazi per le nostre ragazze, i nostri ragazzi, più attività sportiva gratuita, più cultura, più formazione; in sintesi non è mai il momento, in particolare in fasi come quella attuale, di togliere ma di dare. È necessario offrire di più anche per salvaguardare chi ha meno possibilità così da realizzare quella parità di condizioni di cui parla la nostra Costituzione. Il caso della ventilata antenna pone, ancora una volta, in discussione il ruolo, la funzione della politica; mi spiego meglio, penso che, in generale, le scelte di un’amministrazione non si possano basare, ad esempio, solo su ragioni di carattere tecnico o di semplice bilancio ma debbano fondarsi, salvo rare eccezioni (ad esempio le misure contro la pandemia), su motivazioni di carattere politico».

«Ed ancora, le ragioni di carattere tecnico comunque costituiscono la premessa necessaria per raggiungere un interesse pubblico quindi, alla fine, si tratta di valutare quale sia, allorquando non si presenti una terza via, l’interesse o l’obiettivo preminente e quello sacrificabile. I genitori dei giovani calciatori del Romagnano si chiedono se l’antenna di una società privata di telefonia abbia prevalso rispetto all’interesse dei giovani atleti ad avere uno spazio totalmente dedicato allo sport; immagino che qualcuno obietterà che, in fin dei conti, si tratterebbe di occupare una piccola superficie ma a questi replico che il problema è il messaggio, il segnale, non telefonico, dato dalla politica alla città. – conclude Barotti – Spero dalla mia posizione di oppositore, al di là del singolo caso, che l’amministrazione voglia cambiare bilancia poiché, al momento, dalle varianti alla ipotetica antenna in un impianto sportivo, sembra difficile capire come la giunta sovranista realizzi, al meglio, l’interesse generale».