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Parco Rinchiostra, raccolte 1700 firme per bloccare il progetto del Comune

«Il parco vive grazie alla vegetazione»: il comitato "Giù le mani dal Parco della Rinchiostra" scrive alla Soprintendenza di Lucca. «Chiederemo di riflettere su questo progetto e di condividere con noi un percorso diverso»

MASSA – Ancora non si placano gli animi intorno al progetto di rinnovamento del parco di Villa Rinchiostra presentato dall’amministrazione Persiani. Molte associazioni si sono schierate contro le scelte del Comune, una su tutti Italia Nostra, preoccupate dall’abbattimento di circa 80 piante per recuperare il disegno originale del giardino settecentesco. Subito si è creato un comitato di cittadini dal nome “Giù le mani dal Parco della Rinchiostra”, per chiedere lo stop del progetto, che comunque sta andando avanti con il Comune che ha avviato le procedure per affidare il cantiere ad una ditta carrarese. Il tutto mentre lo stesso comitato ha preparato una petizione su Change.org che ha già raggiunto quota 1700 firmatari, condita da una lettera destinata alla Soprintendenza di Lucca, responsabile della storica villa massese.

«Non pensavamo neppure noi ad un risposta del genere e di raccogliere più di 1700 firme in pochissimi giorni. – scrivono quelli del comitato “Giù le mani dal Parco della Rinchiostra – Il nostro pensiero è evidentemente condiviso dalle persone che frequentano il Parco e da quelle che hanno capito quanto sia importante la battaglia che abbiamo intrapreso. Per questo abbiamo inviato una lettera alla Soprintendenza, e non sarà l’unica, alla quale chiediamo di riflettere su questo progetto e di condividere con noi un percorso diverso. Noi riteniamo che quel Parco abbia necessità di miglioramenti, abbia necessità di un percorso di manutenzione e di “restauro vegetativo”, perché quel parco oggi vive proprio grazie alla vegetazione importante che lo caratterizza».

«Quella vegetazione deve essere aiutata, con opportuni interventi, ad essere ancora più importante e caratterizzante. Il nostro invito alla soprintendenza ed altri organi deputati alla salvaguardia ambientale, naturalistica e culturale arriva proprio quando l’amministrazione, evidentemente sorda ad ogni appello, è in fase di aggiudicazione della gara dei lavori. I documenti messi a gara confermano, nonostante le parole di sindaco e assessore ai Lavori
Pubblici, il taglio di 80 piante: non ci capisce poi quali piante siano perchè i documenti sono palesemente parziali, usando un eufemismo. – continuano dal comitato – Parziali sia nei contenuti e nella loro attualità. Si nota infatti che nella relazione illustrativa è riportata una carta tratta dal quadro progettuale del Regolamento Urbanistico che riporta ancora la presenza di un Aru che fu stralciato nel 2018, dimostrando come gli uffici abbiano raccattato quello che era nei cassetti in fretta e furia e lo abbiamo buttato nelle procedure senza neppure avere il buon senso di rivedere errori grossolani come quello».

«La gatta frettolosa fece gattini ciechi e non vorremmo che l’arroganza faccia in questo caso un danno irreparabile. Il Comitato non solo continuerà a controllare tutto questo ma stimolerà la partecipazione di cittadine e cittadini, professionisti, – concludono – tecnici che condividono con noi la difesa del Parco per creare quella forza collettiva capace di fermare il progetto e proporre un nuovo intervento nel Parco per la sua effettiva valorizzazione sociale ed ambientale».