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Recupero aree retrodunali, Italia Nostra: «Buca degli Sforza necessita interventi importanti»

MASSA – «Il recupero e la valorizzazione delle aree retrodunali é sempre stata una nostra richiesta pressante e ripetuta per anni insieme naturalmente alla sistemazione dell’arredo urbano e arboreo del viale Litoraneo. Mai abbiamo sentito chiedere nulla di questo nel corso degli anni alle associazioni balenari e turistiche come gli albergatori (concentrate sempre sui loro interessi particolari, come la difesa della spiaggia). Sono capaci di chiedere solo ripascimenti senza mai impegnarsi contro il vero artefice dell’erosione, cioè il porto di Marina di Carrara». Inizia così la lettera indirizzata al sindaco di Massa, Fracensco Persiani, firmata dal presidente della sezione di Massa-Montignoso di Italia Nostra, Bruno Giampaoli, sul progetto di recupero delle aree retrodunali.

«Le nostre battaglie per la tutela delle dune e della vegetazione autoctona sono alla luce del sole, tutti conoscono l’impegno per la difesa della vegetazione e gli sforzi profusi per creare due Parchi naturalistici nel viale Lungomare di levante. Parliamo del Parco delle Tamerici (area verde del bagno pubblico dei Surfisti ai Ronchi) e il Miniparco Fluviale creato insieme al WWF nel fosso dei Ronchi, ma sempre ostacolato da tutti ed ora interessato da un progetto distruttivo per l’ambiente e la salute. – continua la lettera di Italia Nostra – L’area retrodunale più importante che necessita di uno sforzo collettivo per un sicuro recupero ambientale, botanico e come cassa di laminazione naturale delle piene del Fescione, è la Buca degli Sforza. Qui si potrebbe creare un grande parco naturalistico a servizio dei due Comuni di Massa e Montignoso. In effetti nel tratto del viale di Marina Levante vi sono molte altre realtà ambientali importanti da prendere in considerazione, alcune in aree pubbliche come il Trabucco e il Barumba altre volute, gestite e mantenute da associazioni di privati cittadini amanti della natura e del verde, parliamo dell’associazione Nautica di Ronchi,l’ass. La Vela, il Bagno Irene e l’associazione Balneare del Poveromo. Quest’ultima, ha anche contribuito alla stesura del piano di recupero dell’area depositando una documentata memoria».

«Infine, per quanto riguarda l’arredo arboreo crediamo che potrebbe essere interessante e conveniente distinguerci da Forte Dei Marmi arredando il lato mare del viale con cespugli e piante di oleandro e il lato monti con cespugli  e piante di tamerici frammiste con altre essenze caratteristiche della nostra zona», conclude Italia Nostra.