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«Omicron batte sanità 1-0: subito un tavolo interlocutorio con le amministrazioni locali»

MASSA-CARRARA – «Ripartono le sirene e le code delle ambulanze; i Pronto Soccorso si riempiono così come i reparti: la quarta ondata è arrivata, forse con qualche settimana di anticipo e forse con qualche sorpresa, perché non sono solo i non vaccinati a cadere sotto i colpi del virus». Si apre così la nota con cui il responsabile sanità di Azione Massa-Carrara, Luca Parenti, interviene sui recenti sviluppi della pandemia da covid-19. Sviluppi che vedono l’Italia, così come il resto del mondo, alle prese con il dilagare della variante Omicron e con quella che viene definita “quarta ondata”.

«Omicron è veloce, contagia di più, uccide meno ma uccide ancora. – aggiunge Parenti – E in poco tempo tutto quello che avevamo già provato nelle precedenti recrudescenze, ritorna: salta il sistema di tracciamento, la medicina territoriale è inesistente, la rete ospedaliera si satura rapidamente; tutto questo malgrado quanto richiesto dall’art.2 del D.L. 34/2020: “rendere strutturale la risposta all’aumento significativo della domanda di assistenza legata al prosieguo della situazione infettivologica covid-19, ai suoi esiti ed a eventuali accrescimenti improvvisi della curva epidemica” e “rendere organiche gran parte delle innovazioni assistenziali attuate nelle condizioni di emergenza e completare il percorso verso l’intensità di cura e la continuità assistenziale multidisciplinare e multiprofessionale”».

«Anzi, rispetto ai precedenti picchi, mancano 2000 medici nei pronto soccorso italiani, oltre 200 in quelli toscani; e quelli rimasti sono stremati al pari di anestesisti, pneumologi, internisti, personale infermieristico e ausiliario. – continua Parenti – In Toscana, Federico Gelli ha speso parole lodevoli e condivisibili, ma il suo approccio sequenziale al problema rischia di ritardare una risposta energica, sistemica, necessaria, che metta mano al riordino delle reti ospedaliere e territoriali, sfruttando giuste sinergie tra aziende pubbliche e private. Se a livello regionale Azione Sanità ha già avanzato il suo programma in dieci pagine, localmente resta la preoccupazione per le tante richieste e le poche risposte date dagli organi competenti, creando seri dubbi sulla governance del fenomeno “pandemia e carenze”».

«A questo proposito auspichiamo, se non già presente, l’apertura di un tavolo interlocutorio con le amministrazioni locali e provinciali, al fine di chiarire, comprendere, contribuire a delineare le strategie di gestione di un tema, quello dell’Emergenza Sanitaria, – conclude Parenti – di sicuro interesse per i nostri iscritti e per i cittadini in toto».