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Barotti sulla variante ex Dalmine: «Politica sconfitta dagli interessi privati»

MASSA – Un dibattito molto acceso è nato attorno alla variante della ex Dalmine portata avanti dall’amministrazione comunale di Massa e molto criticata dall’opposizione, soprattutto dagli esponenti del partito democratico. Ma sul punto è voluto intervenire anche il consigliere comunale di Arcipelago Massa, Andrea Barotti, con un comunicato diretto al sindaco Francesco Persiani, dopo le sue parole in risposta al consigliere dem Stefano Alberti.

«La replica di Persiani alle considerazioni del consigliere Alberti mi costringe ad intervenire per far osservare al sindaco che in Consiglio comunale esistono più opposizioni, perciò è bene evitare le generalizzazioni; per quanto mi riguarda rappresento una componente civica progressista che ha offerto, nell’interesse della comunità, un certo contributo in termini di proposte. – scrive Barotti – Ho sempre creduto che lo scontro politico debba essere un confronto di idee e di visioni perciò ho cercato, evitando le polemiche fini a se stesse, di spingere il sindaco e la destra sovranista a misurarsi sul terreno delle proposte; i miei tentativi sono risultati vani per l’indisponibilità, la chiusura di questa maggioranza a dialogare, senza pregiudizi, con l’opposizione».

«Il sindaco ricorda che la minoranza deve svolgere una funzione di controllo, ma si dimentica che a lui spetta il compito e il dovere di rispondere; per essere più preciso ed al contempo evidenziare come sia sbagliato dare un solo volto e un solo colore agli avversari, vorrei riportare alla memoria di Persiani quelle domande, da me rivoltegli in più di un’occasione, su alcuni siti gestiti da Asmiu a cui non ha mai risposto. Ed ancora, trovo errato sostenere che l’opposizione, senza distinzioni, sia responsabile dei problemi di questo territorio poiché Arcipelago Massa, lista che rappresento, non ha mai amministrato; far di tutta un’erba un fascio dimostra un pressappochismo che palesa nervosismo e mancanza di rispetto nei riguardi delle differenti anime della minoranza. – aggiunge Barotti – Venendo al tema delle varianti penso che ai cittadini non interessino i barocchismi procedurali, bensì la sostanza. Perciò non discuto di regole, né discetto sulla presenza/assenza dell’assessora Ferrari, arrivata a Massa da Spezia, ma vado al nocciolo della questione ossia il cambio d’uso di un lotto della zona industriale (il discorso in linea di principio può estendersi anche all’ex Sensi Garden), per consentire ad un investitore di insediare un’attività di commercio all’ingrosso. La scelta di assecondare la richiesta di un privato, con la speranza di una ricaduta occupazionale o di un’altro nobile obiettivo, è un film già visto basti pensare al cinema nella palazzina ex Dalmine, al piano colonie marine (mi sovvengono le discussioni sulle percentuali di residenziale, alberghiero etc) perciò la giunta Persiani anziché praticare il cambiamento si pone in una certa continuità con il passato; lascio agli elettori valutare se le speranze dei vari amministratori si siano realizzate e quali siano stati i vantaggi per la comunità».

«Ho l’impressione che alcune scelte urbanistiche, non di poco conto, dipendano più dai progetti degli investitori privati che da una visione di città; in questo caso il sindaco Persiani tenta di far passare come una vittoria quella che in realtà è una sconfitta della politica; politica che piega la propria concezione, sempre che l’abbia, di territorio, di sviluppo all’investimento di un privato perciò non importa se a meno di duecento metri vi sia un altro supermercato e se a pochi passi si trovino dei capannoni industriali. – continua Barotti – Ed ancora, il metodo utilizzato crea disparità, iniquità poiché i cittadini vedono l’amministrazione ascoltare l’investitore, adoperarsi per realizzare il progetto proposto ma non notano la stessa attenzione nei propri riguardi e per esigenze più minute; il concetto di rilevanza, di importanza varia a seconda del punto di vista».

«Infine, la zona industriale ha già subito interventi incompatibili con la sua destinazione manifatturiera, basti pensare ai centri direzionali, e non credo che questi esperimenti abbiano cambiato in meglio le sorti economiche della nostra città. La grande distribuzione, visti i tagli ventilati nel settore, non offre rosee prospettive. Per creare lavoro, ricchezza dobbiamo dare spazio alla produzione, alla ricerca, alla formazione; – conclude Barotti – il sindaco Persiani farebbe bene a leggere quanto dichiarato, ad un quotidiano, da Fulvio Ricci cotitolare della Inglom poiché capirebbe da dove cominciare per costruire il futuro».