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Il Pd a Persiani: «Vuole destrutturare la zona industriale. A rischio posti di lavoro»

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MASSA – L’assenza dalla commissione all’Urbanistica del Comune di Massa da parte dell’assessora allo Sviluppo Urbano del Comune di Massa Maura Ferrari aveva scatenato le polemiche da parte dei consiglieri del Partito Democratico. Polemiche a cui ha subito risposto il sindaco Francesco Persiani. E proprio alle parole del primo cittadino massese è rivolta la nota del gruppo consigliare del Pd di Massa.

«L’irritazione del sindaco Persiani è davvero fuori luogo. La presenza di assessori e dirigenti è sempre auspicabile per il migliore svolgimento dei lavori della commissioni. – scrive il Pd – Per un mese di fila l’assessora non si è presentata e le convocazioni e gli ordini del giorno sono stabilite dal presidente della commissione, in questo caso il consigliere Luca Guadagnucci, e non certo dal consigliere Alberti. Quindi il sindaco Persiani dovrebbe consigliare al Guadagnucci di non convocare le commissioni se non ci sono pratiche che sono all’ordine del giorno del Consiglio Comunale».

«Nel merito delle varianti è chiaro e palese che si stanno violando le indicazioni del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico (che detta appunto regole), che non prevede in area industriale destinazioni commerciali eccetto di un’area ben definita: la fascia di bordo sull’Aurelia. – continua il Pd – Per il Piano Strutturale, infatti, la possibilità di inserire un dimensionamento commerciale in zona industriale è possibile solo se legato ad attività industriali e artigianali, non certo in modo autonomo, come si sta cercando di fare con questa variante, che prevede attività commerciali ex novo».

«La variante “pilota” della giunta Persiani per l’apertura al commerciale in area Ex Dalmine ha dunque un obiettivo preciso: destrutturare la Zia. È facilmente intuibile infatti che inserire attività commerciali accanto ad attività produttive importanti genera enormi difficoltà logistiche e di convivenza in termini di standard ambientali e di servizi. – conclude il Pd – Il vero pericolo è che gli auspicati posti di lavoro generati da una nuova attività commerciale ne distruggano molti di più tra le attività esistenti di natura industriale e manifatturiero».

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