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Disoccupazione giovanile e precarietà, Figaia (Cisl) tira le somme sul 2021 di Massa-Carrara

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MASSA-CARRARA – Il 2021 si è chiuso e, con il 2022 ancora tutto da scoprire, il segretario provinciale di Cisl, Andrea Figaia, ha effettuato alcune riflessioni sui temi principali di quello che ormai è l’anno passato. «Il 2021 era partito assai male a causa della pandemia. Alcuni settori hanno comunque viaggiato forte come la grande meccanica ed il marmo, per quanto riguarda la escavazione e non la filiera. La ripresa è stata vistosa, specialmente nel turismo, dove le presenze ci sono state, al mare. Il problema lì èquello del ‘nero’ : ci sono un gran numero di addetti che vi lavorano senza contratto. In Provincia abbiamo circa 2200 aziende che assumono un terzo di lavoratrici e lavratori a testa. Nemmeno un addetto per impresa. – scrive Figaia – Assistiamo adesso ad una ripresa e le aziende chiedono addetti soprattutto nella edilizia e meccanica».

«Per l’edilizia la ripresa è stata caotica con un’accelerazione improvvisa, conseguenza dei bonus. Il lavoro è precario, non strutturale un po’ per sua natura, ma certo i cantieri aperti ci sono e si sono visti. I bonus rischiano di essere una bolla che poi magari scoppia quando il mercato tornerà normale. E c’è anche una competizione tra le imprese per accaparrarsi i lavoratori. Le materie prime ed i macchinari sono aumentati di prezzo per la grande richiesta e questo crea difficoltà. Insomma, occorre un tempo medio lungo per spalmare le provvidenze in modo da garantire lavoro e lavori. Ma anche in una logica di sicurezza sul lavoro perchè terminare a tutti i costi in tempi brevi poi comporta minore sicurezza, di fatto. Occorrono controlli. Sicurezza ma anche legalità. Non solo per il nero, ma anche irregolarità nel rapporto di lavoro. Controlli per salvaguardare le imprese serie e corrette. – sostiene Figaia – La meccanica vive una fase di forte espansione ed ha risposto bene alla crisi sia in termini di carichi di lavoro che per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori. Almeno nelle imprese seguite sindacalmente anche nel periodo pandemico: il gruppo Nuovo pignone, il gruppo Antonini, la Skf e il nuovo Nca – isg, l’indotto Pignone e le aziende della meccanica del marmo. Abbiamo chiesto ripetutamente di concludere il patto con le associazioni delle imprese e Provincia e Regione Toscana per definire i profili professionali (cioè i posti di lavoro che non si impiegano per assenza di personale formato) mancanti. Lo gridiamo a gran voce: questa scelta è strategica e serve anche per orientare la proposta scolastico formativa delle scuole. Penso che il sistema sanitario e quello della sanità privata e delle rsa abbiano patito oggettivamente di più. Se l’ospedale o la casa di cura vengono rapidamente riconvertite per le risposte necessarie all’aggravarsi della pandemia chi ci lavora è chiamato a riorganizzarsi a volte anche la vita perchè il servizio vitale non può essre sospeso o rimandato. Gli angeli delle corsie sono ridiventati rapidamente ‘fannulloni’ e penso che torneranno ad essere angeli, purtroppo. Alla fine, tanta brava gente che svolge il proprio delicato lavoro in modo coscienzioso, e meno male».

«I precari sono conseguenza di una strutturazione del mercato del lavoro che ha cercato di proteggersi dalla sparizione delle aziende che fuggivano all’estero, El Dorado di poche tasse, poca sicurezza e per qualche anno pochi investimenti di qualità. Alcuni settori, però, si sono precarizzati senza che vi fossero le condizioni presenti invece nel mondo delle fabbriche, creando una mentalità economica che non vede in chi lavora un valore aggiunto, ma solo ‘merce da somministrare’. Cio’ premesso, da noi la disoccupazione giovanile è altissima: nel 2020 a Massa-Carrara la media maschi più femmine era del 19,4%, ma disaggregando il dato le ragazze salgono al 30,5% (i ragazzi scendono all’11,3%). – aggiunge Figaia – Questo accade perchè mancano da noi le infrastrutture, la logistica e quella rete di piccoli negozi che aiuterebbe i nostri giovani ad entrare nel mercato del lavoro per poi stabilizzarsi e trovare la propria strada. Insomma, la marginalità della nostra provincia si paga anche in questo: basta guardare la potenzialità dei territori limitrofi e non solo nella presenza della grande o grandissima distribuzione, ma soprattutto nei distretti produttivi. Esempio il cartaio. Da noi il marmo non fa filiera. Solo distretto minerario».

«Per la Sanac voglio provare ad essere fiducioso e convinto che le cose andranno per il meglio: come può una grande fabbrica come Ilva, ormai pubblica, non fare lavorare il proprio indotto peraltro qualificato come Massa? Ecco, alla fine, spero che tutto si risolva per il meglio. Questo non significa abbassare la guardia. La Regione Toscana è rimasta a fianco del territorio in questi anni per aggiustare vari ‘casini’. Il consorzio Zia, la fiera Imm con l’acquisto delle palazzine e della marmoteca, la legislazione d’urgenza sul marmo quando il territorio, stufo dei continui ricorsi giudiziari da parte delle imprese, chiese un po’ con il cappello in mano una norma più stabile, perdendo parzialmente le risorse dei tributi. Però, quando si chiede sempre e per poco, si rischia poi di perdere su quello che conta davvero. E finiamo per essere ‘quelli la’ un po’ figli scapestrati e un po’ pur sempre figli. Sulla portualità, per esempio, la Regione ha sempre sfavorito il piano regolatore portuale (si ricordi assessore Conti la scelta favore di Livorno e Piombino per le aree di crisi complessa) spedendoci poi con la Liguria. Il fatto che in termini di mercato ora le cose vadano abbastanza bene (le banchine sono occupate da imprese liguri serie) non significa che il futuro sia necessariamente roseo. Senza la mamma Toscana, la matrigna Liguria ci molerà allorquando le cose non dovessero andare bene».

«Dovremmo essere più compatti ed avere la capacità di fare le scelte strategiche per Massa-Carrara insieme. Troviamo il modo. È un po’ che lo diciamo. Massa-Carrara vive una frammentazione politica ed istituzionale. Sembra di vedere ancora le baronie che nel passato occupavano il proprio territorio, con un bel castello. Occorre provare a riorganizzare i nostri servizi insieme. Alcune aggregazioni comprensoriali in Lunigiana sono andate bene, (per esempio i servizi sociali e la sds) facciamo in costa qualcosa di strutturato. Serve per essere piu forti con la Regione (Massa-Carrara e Montignoso insieme contano 150.000 abitanti, a parte Firenze ‘siamo’ la terza città della toscana). Cominciamo con servizi comunali come i vigili urbani, gli asili nido, le farmacie, i servizi sociali, la gestione dei rifiuti. Le città della zona costiera hanno risanato insieme il Cermec e continuano a viaggiare separate nelle due municipalizzate. Evidenziando co ssìoprattutto gli aspetti negativi. Ecco, in questo quadro assume anche un suo respiro la sempre valida proposta del tunnel sotto alla foce. Perché no? Oltre quindi alle varie vertenze in essere come Imm, Isr e Sanac mi aspetto un salto di qualità nella relazione istituzionale. Il tavolo previsto in Provincia anche dopo la legittimazione di Giani del mese scorso deve lavorare. – conclude Figaia – A proposito, Presidente, ci sono novità? È passato piu di un mese dal nostro incontro».

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