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«L’amministrazione Persiani vuole cambiare la natura della zona industriale. A rischio il futuro del territorio»

I consiglieri del Pd massese Stefano Alberti, Gabriele Crioli, Alessandro Volpi e Giovanni Giusti: «In programma l'inserimento di una non ben definita attività commerciale, per cui peraltro mancano del tutto i requisiti urbanistici»

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MASSA – “Il cambio di passo sull’urbanistica imposto dalla giunta nero-verde trascende dalle procedure, dai regolamenti urbanistici, dagli studi di settore, dalla partecipazione, dalla condivisione con i cittadini le parti sociali e dalle stesse istituzioni sovra ordinate (Regione e Provincia). Una amministrazione che non garantisce la tenuta e lo sviluppo produttivo della zona industriale apuana non fa solamente una scelta politica-amministrativa sbagliata, ma compromette il futuro di questo territorio”. E’ il duro attacco all’amministrazione Persiani da parte dei consiglieri del Pd massese Stefano Alberti, Gabriele Crioli, Alessandro Volpi e Giovanni Giusti. I quattro partono dall’ultima lettera inviata dall’assessore all’urbanistica Maura Ferrari. Una lettera – scrivono – “preoccupante per molteplici ragioni. In primo luogo dimostra il totale disprezzo per le istituzioni. Dopo essere stata più volte invitata in commissione, la responsabile dell’urbanistica della giunta Persiani si limita a mandare ai commissari una stringata paginetta prova di alcuna indicazione chiara. L’unica evidenza è che su alcune questioni la giunta ha già deciso senza considerare il Consiglio e senza alcuna discussione politica. Nel merito poi l’amministrazione Persiani ha deciso di cambiare la natura della cruciale zona industriale massese, in cui possono arrivare insediamenti produttivi importanti, inserendo una non ben definita attività commerciale, per cui peraltro mancano del tutto i requisiti urbanistici. È assai probabile che questo cambio di destinazione metta in crisi il promettente settore della nautica. Non si capisce poi cosa si voglia fare dell’altrettanto importante area Gesco; se la giunta ha il desiderio di collocarvi nuove aree commerciali che certo aggraverebbero in maniera mortale le condizioni di quelle esistenti. Infine l’area ex Sensi garden, dove di nuovo sembra riemergere un piano attuativo che determinerebbe un importante cambio d’uso secondo una procedura quantomeno anomala e forse di incerto interesse pubblico”.

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