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Barotti: «Bene la casa della salute in zona Stazione, ma occhio agli espropri»

MASSA – «La decisione di realizzare la casa della salute nell’area Stazione è apprezzabile e corrisponde alla proposta che mesi fa avevo lanciato; dispiace che questa amministrazione abbia perso tempo con idee bizzarre come il parco degli ulivi, l’ospedale vecchio, il bic». Andrea Barotti, consigliere comunale di Arcipelago Massa, commenta così la decisione dell’amministrazione comunale massese di realizzare la nuova casa della salute in area della stazione.

«Le ipotesi avanzate, in passato, dal sindaco Persiani hanno avuto l’unico merito di dimostrare l’assenza di una visione, di un ordine di priorità della giunta sovranista; ricordo, per chi lo avesse dimenticato, l’incontro per la presentazione di una galleria commerciale, uffici ed abitazioni nel sito di viale Carducci. Persiani immaginava di riqualificare, regalare parcheggi ed aree verdi con una colata di cemento. Il mega progetto sarebbe stato, come avevo evidenziato, un colpo difficile da digerire per un quartiere densamente urbanizzato, con problemi di viabilità e di spazi di sosta tra l’altro ridottisi a causa della nuova Piazza la cui funzione sarà penalizzata dalla variante Aurelia. – commenta Barotti – La poca linearità del sindaco spero non abbia conseguenze sulla entità degli indennizzi per l’espropriazione della proprietà ex Ferrovie e di altre interessate dal progetto. Ho memoria di quanto accaduto per l’espropriazione dei terreni di viale Mattei, agricoli ed artigianali, con valutazioni passate da poco più di 3 euro (irrisorie e giustamente riviste) ad 80 euro al mq e con cause pendenti spero ora chiuse. Nel caso in esame l’amministrazione aveva presentato un progetto e messo in piedi una variante. A questo punto credo sia legittimo, visto che si usano denari pubblici, capire quale sarà il valore delle aree e se possa esservi il rischio di un contenzioso sulle stime; sarebbe paradossale, mi auguro che non accada, che l’onere maggiore, in proporzione, da sostenere fosse per gli indennizzi e non per la realizzazione della struttura. Per essere più chiaro, il costo per l’espropriazione potrebbe essere ben diverso da quello che sicuramente si poteva ipotizzare prima dell’attivazione della variante; insomma, i cittadini, per le scelte urbanistiche della giunta Persiani, pagheranno di più? Gli studi legali che assisteranno la società proprietaria dell’area non solleveranno dei rilievi?».

«Tali domande e dubbi oggi non si porrebbero se il sindaco Persiani avesse indicato, evitando presentazione in pompa magna e variante, come unica seria opzione, l’area ex Ferrovie motivando tale scelta per la vicinanza al capolinea degli autobus, al sistema di trasporto su ferro, per la centralità e la superficie disponibile, per la possibilità di incrementare il verde pubblico; ecco se Persiani fosse stato meno ondivago, se avesse praticato l’ascolto attivo e quindi considerato la mia proposta avremmo una incertezza, non di poco conto, in meno. – conclude Barotti – Auspico che l’Ausl, la Regione Toscana abbiano considerato, con attenzione, la questione posta al fine di evitare “sorprese” in fase di determinazione delle indennità così da non ripetere quanto accaduto con il Nuovo Ospedale la cui procedura espropriativa venne affidata al Comune. In tempi difficili per il bilancio sanitario regionale è bene usare la massima attenzione ed è per questo che porrò il tema sul tavolo del presidente Giani (competente anche per il bilancio) e dell’assessore alla Sanità Bezzini».