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Traforo della Foce, Barotti attacca Bugliani: «Sua mozione mi lascia amareggiato e deluso»

MASSA – “La notizia che il consigliere Giacomo Bugliani del Pd, insieme al collega di Forza Italia Marco Stella, ha presentato una mozione sul traforo della Foce, così da ottenerne l’inserimento nel programma di sviluppo regionale, mi lascia profondamente amareggiato e deluso. Credo che non si possa, seriamente, pensare che quell’opera (l’idea nacque nel 1910) sia strategica e porti il nostro territorio nel futuro sarà piuttosto un salto nel passato a caro prezzo. Mi chiedo se risparmiare 600 metri e qualche tornante varrà il costo economico e ambientale che dovrà essere sostenuto”. E’ l’attacco del consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti al consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani a proposito del traforo della Foce. “Trovo veramente strano che Bugliani sostenga un progetto privo di riflessi sull’economia, incapace di dare una risposta ai seri bisogni dei cittadini e delle imprese! Trovo incomprensibile questa uscita e l’assenza di dichiarazioni sull’ampliamento del porto, sulle concessioni balneari, sulle cave (modifica del paesaggio, ritorno in termini di occupazione e distribuzione della ricchezza), sulla zona industriale; Il consigliere del Pd, di cui è apprezzabile la partecipazione ad eventi culturali ed inaugurazioni, ripropone un progetto superato dal tempo quasi fosse la via verso la rinascita quando, invece, la ripresa passerà dalla formazione, dalla cultura. Il silenzio dell’esponente del Pd, che qualcuno proponeva come assessore, è una costante visto che non è mancato sulla possibilità di portare, come avevo proposto quasi due anni fa, gli Uffizi a Massa; su questo tema Bugliani è in buona compagnia dato che nessun partito, ne l’Amministrazione Persiani ha proferito parola”.

“Bugliani ed altri esponenti politici – prosegue Barotti – si occupano di libri ma non pensano a salvare Villa Massoni e le mura quattrocentesche del Castello Malaspina che oltre ad essere la nostra storia potrebbero costituire, creando un polo espositivo (Palazzo Ducale, Villa Massoni, Castello Malaspina), un motore per rianimare il centro, combattere la desertificazione del commercio, offrire una offerta culturale di qualità! ma forse chiedo troppo visto che non si è pronunciato contro il parcheggio sopraelevato all’ex area Cat dove vedrei bene una moderna biblioteca con una sala di registrazione. Ed ancora, domando ai cittadini, agli imprenditori, ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali se il nostro sviluppo dipenda da una idea del 1910, da centri commerciali o, invece dalla manifattura, dalla ricerca, dalla preparazione dei giovani, dei disoccupati alle attività del domani! Bugliani tace sulle ventilate varianti (ex Dalmine, ex Olivetti), tace sulla possibilità di dare un destino diverso alle ex Colonie in vendita, alla ex Colonia Ugo Pisa (alloggi ed ostello in estate), tace sulla riconversione green dei porti. Il consigliere del Pd, al pari dei colleghi di altre forze politiche di destra come di centrosinistra, pare non ritenere degna di nota la possibilità di bonificare, con un investimento regionale o con i fondi che arriveranno dal PNRR, l’ex discarica di Codupino visto che preferisce occuparsi di “archeologia”; mi chiedo se il PD non si senta a disagio ad avvallare una infrastruttura che si può accostare, per grado di necessità, al traforo della Tambura! I cittadini hanno il problema della manutenzione ordinaria stradale e non di qualche metro in più per arrivare a Carrara. Sui trasporti le città di Livorno, Firenze, Lucca, Pisa si alleano per la metropolitana di superficie e Bugliani, Stella ripropongono la galleria della Foce; inviterei i Consiglieri ad aprire i giornali di Firenze per trarre esempio dall’Amministrazione Nardella, a leggersi le pagine di economia e scoprirebbero quale rotta stanno prendendo i mercati. L’Italia, la Germania e la Francia collaboreranno in vari ambiti tra i quali la produzione di idrogeno, la microelettronica ed allora perché la Regione non si mette in campo, con delle risorse, per facilitare la creazione di una cooperazione più stretta, con riflessi occupazionali, tra i principali attori del settore energetico, presenti anche sulla nostro territorio, come Snam e Baker Hughes? Perché non allargare a Eni, unita al Pignone dalla storia, e ad Ansaldo che voleva investire su Massa? Potremmo creare un polo, nel settore delle energie green, a cominciare dall’idrogeno, di primaria grandezza ed il porto di Marina di Carra diventerebbe un hub per l’Europa”.

“Potrei affrontare – chiude il consigliere – tante altre questioni, riproporre le idee lanciate e cadute nel vuoto ma non credo serva data l’inerzia di una certa classe politica. l’Italia si salverà grazie alle capacità, all’autorevolezza di Draghi e al lavoro svolto dal Presidente Mattarella (ci mancherà) questa mia convinzione, speranza è quasi nulla per Massa poiché non vedo figure, tra chi si occupa di aiuole e chi apre le teche dei ricordi, all’altezza della situazione, del dibattito. In conclusione, invito la Comunità, le forze produttive, i veri costruttori del futuro ad impegnarsi, ad unirsi per evitare che la nostra terra resti penalizzata da vecchi e nuovi errori”.