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800 famiglie senz’acqua nella collina massese. «Persiani e Gaia facciano chiarezza»

Dopo l'ordinanza del sindaco, anche il Cca dbr ha commentato la vicenda, attaccando l'operato del gestore idrico: «Siamo solidali con le famiglie e in attesa dei risultati delle analisi»

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MASSA – Oltre 800 persone della collina massese non possono usufruire dell’acqua dei rubinetti, erogata da Gaia. Questo è quanto prevede l’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Persiani e uscita nel pomeriggio di ieri, 15 dicembre, e divenuta subito oggetto di polemiche. «Stamani abbiamo appreso dalle pagine di un noto quotidiano che 800 famiglie della collina massese servite dall’acquedotto gestito da Gaia SpA sono senz’acqua. Andando nel sito web del Comune, si viene a sapere che ieri con l’Ordinanza n.299 il sindaco di Massa Francesco Persiani informa i cittadini che vi è stato un malfunzionamento del serbatoio San Carlo e che di conseguenza per gli abitanti delle frazioni di San Carlo, Rocca, Tombara, Volpara, Tecchioni, Volpigliano e le Grazie è scattato il divieto. Infatti è permesso “l’uso dell’acqua solo per servizi igienici e simili escludendo del tutto l’utilizzo alimentare (es. bere, cucinare, ma anche lavare le stoviglie) e di contatto con la bocca (es. lavare i denti)”», scrivono dal Cca dbr, commentando la vicenda.

«Si legge anche che Gaia spa, “ha già avviato i prelievi analitici nella rete così da poter procedere, quanto prima, alla conferma della qualità microbiologica e al ripristino della potabilità”. Non nascondiamo – dichiarano i membri del  Coordinamento CCA dbr e Federalberghi Apuoversiliese – grande disappunto rispetto a questo ennesimo problema del servizio idrico che grava sui cittadini e le imprese, che regolarmente pagano le loro bollette anche a prezzo salato, visto che sono tra le più care d’Italia. Siamo solidali con le famiglie e in attesa dei risultati delle analisi del gestore idrico che è quello che ha la responsabilità del buon funzionamento del sistema idrico, inoltreremo subito una richiesta di accesso agli atti rivolta agli organi competenti per capire cosa realmente sia successo. Si ricorda inoltre che lo scorso febbraio il Cca dbr si è fatto promotore di un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Massa per richiedere di fare luce sulla questione del depuratore del Cartaro. Anche allora quindicimila persone rimasero senza acqua potabile per circa una settimana. E tutto ciò è veramente inaccettabile e non più procrastinabile una trasformazione del servizio da SpA a Azienda Speciale Consortile Pubblica sotto un reale controllo dei cittadini».

Anche il partito democratico di Massa è intervenuto sulla vicenda del serbatoio idrico di San Carlo con una nota: «L’ordinanza – secondo i circoli PD Massa Centro e Paesi a monte – crea oggettiva preoccupazione . Ancora una volta questa amministrazione, dà prova della sua inadeguatezza, creando stress tra la gente».

Non è la prima volta che Massa si trova in questa situazione e ora i due circoli del Pd chiedono risposte: «Ci dispiace prendere atto, ancora una volta dei problemi che vanno a colpire un bene primario per i cittadini massesi si tratta di salute pubblica e devono essere messe in campo, da chi ne è responsabile, tutte quelle azioni volte a salvaguardare la salute dei cittadini. Chiediamo quindi al sindaco Francesco Persiani di fare chiarezza ma soprattutto a Gaia di sapere come mai a distanza di poco tempo dall’ultimo divieto non sono stati presi opportuni provvedimenti al fine di evitare ulteriori disagi per le circa 800 utenze».

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