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«Dove finiscono i 27 milioni del marmo? Serve un bilancio separato». Musetti all’attacco

La replica del vicesindaco di Carrara Martinelli: «Le proposte della destra dimostrano scarsa conoscenza della materia»

CARRARA – «Dove finiscono i 27 milioni del marmo? 458 euro ad abitante, ci vuole un bilancio separato. Ma intanto arrivano la 4 rate anche alle case e fondi sfitti». Lo afferma Gianni Musetti di Forza Italia che va all’attacco di Palazzo civico sulla questione delle entrate del Comune derivanti dal settore lapideo. «Siamo l’unico Comune in Italia ad avere un extra reddito così importante, un gettito che raggiunge un record forse mondiale, almeno dagli studi dei principali economisti della zona. Neppure dove si estrae il greggio ci sono royalties per le amministrazioni locali così elevate, ma nonostante questo sembriamo una città post bellica, vittima di un conflitto sociale che l’amministrazione ha alimentato a più non posso in questi anni di amministrazione».

«Ma dove finiscono tutti questi soldi dal marmo e perché nessuno riesce a fornire alla cittadinanza un resoconto di come vengono impegnati? Il centrodestra da decenni – aggiunge Musetti – chiede il bilancio separato per il marmo, e sotto campagna elettorale sembrano tutti d’accordo, per poi non ricordarsi più degli impegni presi appena diventano amministratori. Ma nel frattempo, oltre alla mancanza evidente di manutenzioni, di progetti, di opere pubbliche, di attività di promozione del territorio e di tutela e di del “mondo del marmo”, delle imprese e dei lavoratori dello stesso, il comune manda la quarta rata della tassa rifiuti anche alle case e agli fondi sfitti che, con particolare caso, nel centro storico di Carrara, sono diventati la maggioranza. Perché, se gli amministratori locali sapevano di questo maggiore gettito nelle casse comunali, non hanno provveduto a creare maggiori aiuti alla cittadinanza almeno per quanto riguarda le tasse locali che il nostro municipio amministra direttamente?».

«Nonostante l’aumento dei territori del porta a porta, la tassa rifiuti è arrivata puntuale a ingolfare i già difficili bilanci delle famiglie carraresi. Ed è incredibile se si pensa che il marmo dà per ogni singolo cittadino di Carrara ben 458 euro. Una cifra impensabile per ogni bilancio comunale di qualsiasi città. Si potrebbe quasi cancellare i tributi che i cittadini versano al Comune, e invece nulla. Vogliamo sapere – conclude Musetti – dove finiscono i soldi e avere un impegno dell’amministrazione sulla promozione della città e del marmo, sulla diminuzione delle tasse locali per il prossimo anno, dando così riscontro oggettivo e soggettivo ai cittadini della ricaduta economica che il marmo fornisce alla nostra città».

Martinelli: «Le proposte della destra dimostrano scarsa conoscenza della materia»

«Il 75% delle entrate del marmo è vincolato e non può essere usato per abbassare le tasse. Questo è un concetto basilare e piuttosto semplice, che chi ha già ricoperto il ruolo di consigliere comunale e si candida a governare la città dovrebbe conoscere» si apre così la replica del vicesindaco Matteo Martinelli, titolare delle deleghe a Bilancio e Marmo alle ultime dichiarazioni di Gianni Musetti. L’esponente della destra, che appena qualche mese fa aveva lanciato un allarme, infondato, su un possibile default per le casse del comune, oggi smentisce sé stesso chiedendo all’amministrazione un abbassamento delle tasse. «Musetti dice tutto e il contrario di tutto, dimostrando di avere una scarsa conoscenza della gestione delle risorse pubbliche. Una cosa particolarmente grave per un’ex consigliere comunale che per di più oggi è alleato con un amministratore di lungo corso, che ha firmato i bilanci del comune dal 2004 al 2017» osserva Martinelli.

Entrando nel merito della materia, il vicesindaco spiega che nel bilancio del comune esiste già una voce dedicata al marmo: «Si tratta di una sezione del rendiconto, con un apposito capitolo dove vengono specificate le entrate dell’anno ed evidenziate le destinazioni di spesa, così come prevede la legge regionale 35/2015. Come tutti sanno, però, una previsione esatta a inizio anno è impossibile perché le entrate dipendono dai volumi di produzione, per loro natura variabili. Negli ultimi due anni, 2019 e 2020 per fare un esempio eclatante, i quantitativi si sono drasticamente ridotti anche del 25% per eventi di carattere straordinario» precisa Martinelli.

Oltre la metà di quello che effettivamente entra in cassa, inoltre, è vincolato: «Circa il 75% delle entrate del lapideo – per il 2021 saranno attorno ai 22 milioni di euro – è composto dal contributo di estrazione che per legge è destinato a investimenti. Queste risorse – aggiunge Martinelli – sono per lo più assorbite dai costi di gestione del settore, in primis la manutenzione e il mutuo della strada dei marmi. Non possiamo usarle per diminuire la pressione fiscale. A tal proposito tanto per fare un paragone con un’amministrazione vicina a Musetti, il Comune di Massa incassa per l’Imu dai propri cittadini circa 22 milioni contro i 12 del Comune di Carrara».

Il vicesindaco ricorda inoltre che nell’ottica degli equilibri di bilancio, «siamo chiamati a gestire un indebitamento eccessivo, le passività pregresse e garantire gli accantonamenti per i numerosi contenziosi ereditati dal passato, in modo da evitare altre situazioni di criticità finanziaria, come quelle che abbiamo trovato quando siamo arrivati. Grazie al supporto degli uffici in questi anni abbiamo portato avanti un lavoro sulla determinazione delle tariffe e sulla gestione delle procedure di incasso che sta dando risultati più che confortanti: non è ancora il momento di abbassare la guardia ma, se i numeri saranno confermati anche nel prossimo triennio e a seconda dell’evoluzione dei principali contenziosi, si potrà intervenire anche sulla pressione fiscale. Non vogliamo certo ripetere gli errori del passato, quando sono state introdotte politiche fiscali ad hoc per la campagna elettorale, proprio come Musetti suggerisce. Noi vogliamo guardare con serietà al futuro» afferma il vicesindaco.

Quanto alla tassa sui rifiuti Martinelli rimanda Musetti a uno dei suoi principali alleati: «Per i costi della Tari deve chiedere conto all’ex assessore all’Ambiente Massimiliano Bernardi in riferimento alla scellerata gestione di Cermec e ai numeri disarmanti della raccolta differenziata dell’epoca. Già che c’è poi, può verificare le tariffe dei comuni amministrati dalla destra, dove le bollette per le famiglie sono sensibilmente aumentate».

Il vicesindaco conclude con una riflessione più generale sul dibattito politico: «Gli esponenti della destra si stanno proponendo come i salvatori della patria ma ascoltando le loro proposte si capisce subito che non hanno conoscenze di base nemmeno su questioni fondamentali. E questo è particolarmente grave perché molti di loro non sono affatto neofiti della politica ma amministratori di lungo corso che dopo esperienze importanti con forze politiche di colore opposto provano a riciclarsi come nuovi».