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Buca degli Sforza, Italia Nostra: «Soddisfazione e cautela»

MASSA – «Esprimiamo una certa soddisfazione ed al tempo stesso una certa cautela nell’apprendere che la Buca degli Sforza è stata inserita dal ministero della Transizione Ecologica nella lista dei siti orfani. Soddisfazione perché  questo rende più concreta la possibilità di andare a mettere in sicurezza e bonificare il sito, cassa di espansione naturale del Canalmagro e del fosso del Sale. Cautela doverosa perchè il necessario finanziamento sarà richiesto da molti Comuni e saranno certamente privilegiati quelli che presenteranno un progetto esecutivo cantierabile di bonifica, cosa che al momento il Comune di Massa non ha». Inizia così la lettera del presidente della sezione di Massa di Italia Nostra, Bruno Giampaoli, diretta al sindaco di Massa, Francesco Persiani.

«Sarà quindi necessario ed urgente che si proceda in tal senso chiarendo altresì quale sarà la destinazione del sito bonificato che non può rimanere proprietà dei privati che si sono fatti riempire la Buca di materiale tossico nocivo. Sarebbe assurdo che lo Stato pagasse il ripristino di un’area per lasciarla a chi aveva dato il beneplacito all’inquinamento. Non è assolutamente esatto a tal proposito che la società che aveva scaricato con il beneplacito dei proprietari avesse tutte le autorizzazioni in mano. A noi risulta che non ne avesse nessuna. – scrive Giampaoli – Dobbiamo chiarire ancora una volta che questo stagno retrodunale fu riempito negli anni ’70 non con detriti ma con rifiuti industriali e che fu  “riscoperta” nel 1996 durante i lavori di sistemazione del Canalmagro grazie all’ingegner Milani e al compianto ingegner Tinelli, entrambi soci di Italia Nostra, associazione che da allora si è sempre battuta per il recupero naturalistico di quest’area con articoli, visite guidate e anche una denuncia in Procura che non ha avuto alcun esito. Forse, a cinquant’anni dal riempimento e a venticinque dalla riscoperta dopo l’oblio si apre una finestra. Vediamo che non si chiuda».