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«Se nessuno effettua i controlli alle cave, significa che non si vuole perseguire gli abusi?»

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MASSA – “Gli enti a cui spetterebbero i controlli necessari a tenere sotto controllo l’attività estrattiva sotto i vari aspetti sono: la Regione, attraverso Asl e Arpat, il Parco delle Apuane e il Comune di Massa. Quello che preoccupa però è che gli uffici tecnici di ognuno di questi soggetti lamenta la mancanza di mezzi e risorse umane per poter effettuare i monitoraggi adeguatamente e con la dovuta costanza”. A denunciarlo sono i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Massa Paolo Menchini e Luana Mencarelli, a proposito delle situazioni avverse alle prescrizioni amministrative e alle notizie di reato comunicate alla Procura rilevate da parte dei guardiaparco nell’ambito dei controlli in cava. “I Guardiaparco – proseguono i consiglieri – sono pochi per l’estensione in ettari di territorio da controllare. Arpat denuncia la stessa mancanza di personale e dagli uffici comunali preposti rispondono di non avere neppure  i dispositivi materiali necessari per poter effettuare i controlli in un territorio non proprio facilmente accessibile. Quindi fa arrabbiare che ogni volta che qualcuno sale finalmente fin lassù, vengono riscontrate anche gravi inadempienze. Detriti e marmettola non correttamente smaltiti, acque di dilavamento non gestite, marmo estratto in quantità superiori a quello autorizzato, piani non rispettati, tutte azioni che si traducono in danno per i cittadini e così tante volte denunciati dagli ambientalisti che evidentemente non sono paranoici compulsivi, ma riscontrano quello che altri non sempre hanno i mezzi per rilevare”.

“La domanda però è semplice – sottolineano Mencarelli e Menchini -: se nessun soggetto competente investe nella possibilità di eseguire i doverosi controlli, significa che non si ha la volontà di perseguire gli abusi? Il Consiglio regionale toscano giusto ad Aprile di quest’anno ha rigettato una Mozione a firma M5S che chiedeva di “potenziare la struttura organica (risorse umane) ARPAT, la sua dotazione strumentale, nonché i finanziamenti a tale soggetto destinati… in maniera di permetterle di operare in maniera piena e sistematica per controllare, prevenire, limitare i danni e portare a sanzione eventuali altri illeciti…”oltre a “finanziare la collaborazione di Arpat con il Sistema sanitario regionale per la tutela della salute pubblica…””.

“Il Comune di Massa ha respinto – ricordano i consiglieri – nonostante il parere favorevole degli uffici tecnici competenti, un emendamento al Regolamento degli Agri Marmiferi presentato sempre dal M5S con il quale si chiedeva di utilizzare i ricavati da contributi di estrazione “principalmente” per il controllo delle attività di cava, compresa la relativa vigilanza. Quando il presupposto è l’affanno a fare controlli è folle pensare di aumentare il numero di cave da autorizzare”.

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