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Le acque restano agitate in Forza Italia: anche il coordinamento di Massa disconosce il commissario

Dopo l'autosospensione di Ferri, Piedimonte e altri otto firmano un documento: «Si sta utilizzando un modo violento per sostituire organi eletti democraticamente»

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MASSA – Non si calmano le acque in Forza Italia. Dopo l’autosospensione dal partito del sindaco di Pontremoli, Jacopo Ferri (qui), interviene il coordinamento comunale di Massa. Il documento disconosce «l’illegittima nomina del commissario (Emanuele Ricciardi, ndr) e il suo tentativo di costituzione di un nuovo organigramma extra statuto» ed è firmato da Domenico Piedimonte, Sonia Castellini, Luca Tonlazzerini, Pietro De Trovato, Gino Fialdini, Engi Carbone, Sergio Tabanelli, Stefano Porzano e Angelo Altieri.

«L’assemblea comunale di Forza Italia – scrivono i forzisti – tramite il congresso di dicembre 2019, ha eletto un coordinamento ed un coordinatore affidando loro un chiaro mandato statutario per tre anni. L’assemblea provinciale ha invece eletto la professoressa Rita Galeazzi. Elezioni avvenute nel solco democratico e nel rispetto dello statuto e dei regolamenti di Forza Italia. Il nostro non è un incarico ‘fiduciario’ ricevuto dal coordinatore regionale di turno, bensì frutto di una partecipazione democratica alla vita del Partito che su input del presidente Berlusconi tenta di tornare a radicarsi sui territori. E lo fa anche per il tramite dei tanti “missionari delle libertà” che hanno fatto un passo avanti per contribuire al progetto di rilancio».

«Il modo violento con il quale si sta cercando, a Massa come in altre zone della Toscana, di sostituire gli organi eletti che ben stanno lavorando tradisce la storia della comunità locale di Forza Italia e lede le regole puntuali previste dal nostro statuto. Fiduciosi che i nostri organi nazionali sapranno esprimersi facendo rispettare le regole statutarie, rimaniamo quindi in attesa che il nostro ricorso al collegio dei probiviri nazionali venga esaminato e continuiamo, nel frattempo, a ritenere illegittima la temporanea nomina del commissario. Vano è di conseguenza anche il tentativo di quest’ultimo, al di fuori di ogni norma, di costituire un coordinamento parallelo, nel quale non è possibile riconoscersi né nella forma, né – alla luce delle innumerevoli ‘inesattezze’ declamate in conferenza stampa – nella sostanza».

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