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Passano le mozioni di Forza Italia su parchi gioco e violenza di genere. La minoranza incalza: «Tempo perso»

«Non ci appassionano non per i contenuti, ma per il modo con cui vengono presentate» ha commentato Alessandro Volpi dopo un duro scontro sui documenti presentati dagli azzurri

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MASSA – È scontro totale in Consiglio comunale a Massa, riunitosi ieri sera nella Sala X aprile di Palazzo civico. Al centro delle polemiche le 2 mozioni presentate da Forza Italia e poste all’ordine del giorno dell’assise cittadino. La prima, riguardante una richiesta di impegno nella sensibilizzazione contro la violenza di genere sui luoghi di lavoro, ha visto una lotta intestina alla maggioranza dopo gli emendamenti presentati dalla Lega e appoggiati dall’assessora Amelia Zanti. Ciò che Forza Italia chiedeva nella sua mozione, poi passata con 9 voti favorevoli a fronte degli 8 contrari, era l’impegno da parte del Comune di proseguire con una campagna a favore del 1522, il numero verde che offre aiuto alle vittime di violenza di genere e di stalking, e soprattutto il posizionamento di un cubo trasparante con una scarpa rossa all’interno nelle scuole comunali. Mentre, gli emendamenti leghisti, rimandavano questi impegni nei confronti della Regione.

«Anzi un calcio nei denti che un grammo di responsabilità. – ha commentato Luca Guadagnucci, relatore della mozione e capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale – La logica non è impegnare solo la Regione, ma far fare qualcosa anche a voi. Noi non voteremo gli emendamenti, perché lasciate tutto alla Regione. Vero che è simbolica la scarpetta, ma proprio perché simbolica invita a riflessione. Se verranno approvati gli emendamenti della Lega, non è più una mozione. Si sta rasentando il ridicolo».

Anche la minoranza ha poi criticato gli emendamenti, senza però mandarle a dire a Forza Italia, criticando la ridondanza della mozione portata in consiglio. «In questo documento molte cose sono superate e contengono molte imprecisioni. La Regione Toscana è forse una delle poche in Italia ad aver adottato alcuni strumenti che vanno in questa direzione. Quasi un milione e mezzo di euro per politiche di prevenzione contro la violenza sulle donne. Non si parte da 0 per quanto riguarda la Regione. Nelle priorità c’è gia. Poi si può dire che al bene non c’è mai fine e chiedere più fondi, ma non si chiedono in base a un bancomat ma in base ai progetti. Ma il Comune vuole giocare un ruolo attivo o passivo?», ha commentato Stefano Alberti, consigliere del Pd, che ha poi sottolineato come nella mozione che riguardava la violenza nei luoghi di lavoro mancassero i riferimenti alle associazioni di categoria. Motivo per cui la minoranza ha chiesto che venisse rimossa la dicitura “nei luoghi di lavoro” dal testo della stessa. Dopo il rifiuto da parte di Forza Italia, la minoranza non ha partecipato alla votazione attirando le critiche più verie e feroci, perdurate per tutto il consiglio.

Dura la risposta di Alessandro Volpi, del Partito Democratico: «Stasera, questa è stata la sala del tempo perso. Queste mozioni sono messe in scena. Certamente sono mozioni che non ci appassionano, ma non per i contenuti, per il modo con cui vengono presentate. Abbiamo passato la prima parte a discutere del vostro posizionamento sui banchi dell’aula e poi venite a farci la predica a noi su come dobbiamo fare la minoranza?».

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