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La maggioranza si sposta di banco e il Consiglio si infuoca. Benedetti sotto attacco

I tre consiglieri del gruppo Amministrare Massa-Persiani Sindaco abbandonano l'aula in segno di protesta, accompagnati dal primo cittadino, contro la decisione di Benedetti che si difende: «Vergognoso parlare di questi argomenti con tutti i problemi che ha Massa, ho agito secondo buon senso e seguendo il regolamento»

MASSA – È stato un Consiglio comunale infuocato quello che nella Sala X aprile del Palazzo civico di Massa si è riunito nella serata dello scorso 22 novembre per discutere delle 5 mozioni poste all’ordine del giorno. Dopo le comunicazioni del presidente del consiglio Stefano Benedetti, che ha notificato ai consiglieri presenti in aula, ventotto, il passaggio di Matteo Bertucci dal gruppo consigliare di Amministrare Massa-Persiani Sindaco a quello di Forza Italia, si è accesa un’animata discussione interna alla maggioranza riguardante i posti a sedere in aula, come a scuola, da poco cambiati su decisione di Benedetti stesso. A prendere la parola, con un attacco forte diretto al presidente del consiglio, è stata Lucia Bongiorni, proprio del gruppo consigliare di Amministrare Massa – Persiani Sindaco.

«Il gruppo Amministrare Massa prende atto del documento emesso dal presidente che ha imposto di imperio lo spostamento dei banchi dei consiglieri di maggioranza. Il provvedimento è del tutto inaspettato ed inatteso ed impone una soluzione diversa da quella adottata dai capigruppo di maggioranza dopo un incontro in Comune. – ha detto la consigliera Bongiorni – Vogliamo precisare che la posizione che assumeremo stasera non è certo rivolta contro i nostri colleghi di maggioranza, ciò che invece vogliamo stigmatizzare è il comportamento di Benedetti, che si permette di prendere un provvedimento che egli stesso ha ammesso di aver preso dopo aver letto un comunicato firmato da Amministrare Massa che lo ha contrariato. Atteggiamento scorretto che domani potrebbe toccare a tutti i gruppi. Un provvedimento di chi ha deciso di approfittare del suo ruolo di presidente del consiglio per punire chi si è permesso di rispondergli. Stasera, pertanto, il gruppo consigliare lascerà l’aula e non parteciperà ai lavori, in tutela anche di tutti i consiglieri».

Dopo l’intervento, Lucia Bongiorni, Roberto Acerbo e Sara Tognini hanno abbandonato l’aula, seguiti a ruota anche dal sindaco Francesco Persiani, che non ha però rilasciato dichiarazioni. Proprio mentre i 3 consiglieri e il primo cittadino si accingevano a lasciare i banchi vuoti, Stefano Benedetti ha preso la parola per difendersi: «Direi che le sue dichiarazioni possano sembrare una calunnia, perché nulla può provare quello che ha detto poc’anzi. – ha detto Benedetti riferendosi a Lucia Bongiorni – È bene che si sappia come si sono svolte le cose. Vergognoso parlare di queste cose, con tutti i problemi che ha Massa. Io non ero obbligato a riunire i capigruppo per trovare all’unanimità una soluzione che accontentasse tutti. Il confronto è stato aspro e duro e di fronte a ciò ho subito una serie di pressioni e ho dovuto prendere il regolamento e confrontarmi con esso per trovare una solzuione che fosse la migliore. L’articolo 11 comma 1 stabilisce che io, in qualità di presidente del consiglio, possa decidere in piena autonomia. Ed è quello che ho fatto, seguendo il requisito del buon senso. I gruppi devono rimanere vicini, per lavorare in maniera più agevole. Nella disposizione che ho fatto io, questo principio è garantito. Non accetto le provocazioni e le diffamazioni. Non è colpa di nessuno se un gruppo è passato da 7 elementi a 9».

«Questa sera siamo arrivati al punto di metterci al ridicolo e questo accade proprio da quelli che devono sostenere il sindaco. – ha commentato Antonio Cofrancesco, presidente del gruppo misto di maggioranza – Il sottoscritto è stato spostato da una parte all’altra della Sala e non ha battuto ciglio. Ero presente al confronto informale tra i presidenti dei gruppi. La consigliera Bongiorni aveva portato 2 progetti, ossia uno con una disposizione e l’altro con un’altra e alla fine doveva dettare lei le regole dell’aula e questo è inaccettabile. Ho visto i modi in cui si atteggiava la consigliera Bongiorni quando la soluzione più semplice è quella adottata questa sera dal presidente. Le proteste vanno e vengono, noi siamo qui per governare una città. Vediamo queste prese di posizioni dove porteranno fra 2 anni. Oltraggio verso la presidenza».