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Giani vuole il lockdown per i non vaccinati (ma occhio ai diritti costituzionali). Sei d’accordo? sondaggio

Contrari a nuove strette invece Giuseppe Conte (M5s), Matteo Salvini (Lega) e Giorgia Meloni (Fdi). Locatelli del Cts: «La praticabilità sia in termini concreti e operativi sia per quel che riguarda la compatibilità con la Costituzione è alquanto problematica»

MASSA-CARRARA – Era fine luglio quando il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenendo sulla questione Green pass, si era espresso contro l’obbligo di certificato verde per bar e ristoranti. «Su bar e ristoranti – aveva dichiarato – nel momento in cui noi usiamo delle regole che sono oggettive, e date dai disciplinari, non credo ci sia bisogno del Green pass». Qualche mese dopo sembra che la sua idea sia cambiata e si sia irrigidita molto nei confronti di quella minoranza di toscani che ha deciso di non vaccinarsi e che, per ottenere il Green pass, è costretta a effettuare un tampone ogni due giorni.

Oggi il governatore si è detto favorevole all’introduzione di misure restrittive per chi ha scelto di non vaccinarsi. «I contagi stanno risalendo – ha detto Giani – non siamo al livello dell’anno scorso: in Toscana contiamo 2700 nuovi contagi in una settimana e, nello stesso, periodo lo scorso anno avevamo raggiunto quota 16 mila ed eravamo in zona rossa. Ora siamo in zona bianca, con la speranza di poterci restare per tutto l’inverno. Ciò impone misure rigorose, per poter garantire a tutti i cittadini di fare una vita di comunità e di avere relazioni sociali. La prima misura, la più importante, è il vaccino». «Se chi non è vaccinato vuol partecipare alla vita di comunità – ha ribadito ancora una volta Giani – deve immunizzarsi. Se non lo fa, approfitta di quello che hanno fatto altri. In questo caso credo sia giusto, come qualcuno ha proposto, assumere provvedimenti restrittivi nei confronti dei non vaccinati, per limitarne la mobilità negli spazi pubblici. Perché la circolazione dei non vaccinati favorisce fortemente il contagio. Già dobbiamo fare i conti, in Toscana, con circa 370mila bambini fino a 12 anni che, in questo caso per legge, non possono vaccinarsi. Per tutti gli altri, quelli che non si vaccinano per scelta, dovranno essere studiate misure che ne limitino la circolazione».

La proposta di Giani è condivisa da altri politici a livello nazionale come Matteo Renzi di Italia Viva: «Facciamo come l’Austria». Ma Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia non la pensano allo stesso modo. Contrario a nuove strette, infatti, il leader dei pentastellati Giuseppe Conte: «Le misure vanno dosate con equilibrio. Se introduci una misura sovradimensionata c’è una reazione del Paese. Se non sono misure percepite come necessarie e adeguate, la popolazione non ti viene dietro. Il green pass credo sia una buona soluzione, oggi ci consente di affrontare questa quarta ondata con la dovuta sicurezza. Sono contrario a operare ulteriori strette. Certo, se fosse proprio necessario…ma credo che possiamo affrontare più serenamente di altri paesi questo passaggio».

«Io mi rifiuto – ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini – di pensare a nuovi lockdown. La media europea dei vaccinati è il 66%, l’Italia è al 77%: davanti a noi solo Spagna e Portogallo. Io sono disponibile a riflettere di tutto, con tutti. Noi siamo entrati in un governo impegnativo, siamo con Pd e M5s e su molti temi la pensiamo diametralmente opposta. Mi fido della scienza, rifletto e guardo quello che accade nel mondo. Ragiono di tutto e con tutti. Ma è fondamentale la fiducia, la speranza. Gli altri giornali in Europa non scrivono tutti i giorni ‘Stiamo per chiudere’. La gente per spendere ha bisogno di fiducia non possiamo continuare a terrorizzare il Paese, restituiamo un pò di speranza. Smettiamo di terrorizzare gli italiani».

Sulla stessa linea Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia: «Siamo la nazione che ha usato il Green pass in modo più energico: mi sarei aspettato che a fronte di quella scelta non si sarebbe parlato di nuove restrizioni. Qualcosa non ha evidentemente funzionato. La campagna di vaccinazione non ferma il contagio: servono altre norme di sicurezza sui mezzi pubblici»

Sull’argomento s’era espresso pochi giorni fa anche il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts (il Comitato tecnico-scientifico), Franco Locatelli: «La praticabilità sia in termini concreti e operativi sia per quel che riguarda la compatibilità con i diritti costituzionali sia alquanto problematica, quindi non credo che sia una soluzione in questo momento proponibile nel nostro Paese. Ha magari un suo razionale medico, ma la misura non è considerabile».

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