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Sanac, verso una nuova gara. Ferri (Iv): «Si farà certamente ma prima servono alcuni step»

"Si spera che lo Stato attraverso Acciaierie d'Italia possa rilanciare gli stabilimenti Sanac e ridare certezze a lavoratori, famiglie e soprattutto al tessuto economico"

MASSA-CARRARA – Al mega corteo degli operai Sanac (qui), ha partecipato anche la politica tutta: da destra a sinistra, e a tutti i livelli. In piazza a fianco di lavoratori e sindacati, ieri, c’era anche il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri, che durante la manifestazione ha aggiornato riguardo lo stato della vertenza: “Sicuramente si andrà verso un nuovo bando. E’ ormai certo che Arcelor Mittal abbia rinunciato a investire. Il Mise sta aspettando l’istanza dei commissari per chiedere autorizzazione alla nuova gara, che si farà certamente, ma per procedere i commissari stessi hanno bisogno di un parere del comitato di sorveglianza, il cui presidente purtroppo si è dimesso da poco, facendo rallentare la procedura. Si spera che lo Stato attraverso Acciaierie d’Italia possa rilanciare gli stabilimenti Sanac e ridare certezze a lavoratori, famiglie e soprattutto al tessuto economico, perché la Sanac è una di quelle aziende che può trainare l’indotto, essendo un settore strategico”.

Il Mise – assicura Ferri – approverà sicuramente l’istanza di nuova gara, per cui  presto partirà il tavolo con Sanac e Acciarie Italia. “Nel frattempo – continua il deputato – l’obiettivo è quello di chiedere ad Acciaierie d’Italia di continuare ad inviare ordini a Sanac, e non di cercare mercati esteri. Chiederò al Mise di vigilare affinché non si verifichi che si preferisca la Polonia ai nostri stabilimenti. Sarebbe gravissimo. Inoltre -aggiunge – chiediamo che Acciaierie d’Italia adempia ai debiti maturati con Sanac”.

Il deputato si è soffermato poi sulla crisi generale del territorio apuano: “Questa provincia molte volte viene abbandonata dalla regione. Adesso dobbiamo cercare, anche con il Pnrr, di far sentire la nostra voce a livello regionale e nazionale. Questo è il compito di noi parlamentari: quello di cercare di difendere questi territori e farli crescere, perché hanno un potenziale anche dal punto di vista turistico che può dare ancora molto”.