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«La politica non ci ascolta. Da quarant’anni i problemi della nostra provincia sono i soliti»

Le dichiarazioni delle sigle sindacali alla vigilia dello sciopero provinciale dell'industria di venerdì 12: «Servono atti concreti e coerenza»

MASSA-CARRARA – Venerdì 12 novembre gli operai della Sanac torneranno a scendere in piazza e sarà sciopero provinciale dell’industria apuana. Alle 9.30 partirà il corteo che dai cancelli dello stabilimento di via Dorsale, a Massa, raggiungerà il centro della città. Al fianco degli operai, che ormai da troppo tempo stanno lottando con una spada di Damocle sopra la testa, ci sarà una parte della politica locale, ma, soprattutto, le sigle sindacali che da tempo stanno gridando le problematiche relative al tessuto lavorativo e industriale della provincia di Massa-Carrara. E proprio queste problematiche sono al centro della vertenza territoriale lanciata da Cisl, Uil e Cgil che, nella mattina di mercoledì 10 novembre, hanno tenuto una conferenza stampa in vista dello sciopero.

«Dagli anni ’80 ad oggi si sono susseguiti governi nazionali e locali, ma in questi quarant’anni i problemi della nostra provincia e del nostro territorio sono rimasti gli stessi. – ha detto Moreno Guelfi, confederato Uil, durante la conferenza – Quindi già da tempo abbiamo deciso di promuovere iniziative nuove per sollecitare il governo nazionale e regionale a dare risposte a bisogni che, ripeto, sono sempre gli stessi. Dal 2018 a oggi abbiamo una piccola fortuna: i rappresentanti locali sono tutti al governo. Però chiediamo coerenza: non si può sostenere una cosa a Carrara e poi essere contro a livello nazionale. Non siamo contro la politica, però devono mettere d’accordo i vari livelli nazionali e locali».

«Il nostro territorio è fatto di compartimenti stagni dove ognuno guarda per sé, non c’è solidarietà. – ha aggiunto Andrea Figaia di Cisl Massa-Carrara – Partiamo dalla Sanac: una fabbrica con circa 150 posti di lavoro, con famiglie che rischiano. Nonostante la marea di soldi pubblici spesi per salvare l’Ilva, questi si stanno rifornendo in Polonia. Questa cosa deve essere risolta a livello governativo, la Regione deve aiutare: il presidente deve metterci la faccia, non solo la fascia. Poi abbiamo la vertenza Massa-Carrara, abbiamo il problema dell’internazionale Marmo Macchine che in qualche modo sta finendo sulle ceneri di scelte disastrose. Per l’istituto studi e ricerche la Camera di Commercio ha perso il ricorso al Tar e perderemo un nostro gioiellino».

«La vertenza territoriale perché la politica non ci ascolta. L’obiettivo non è contro la politica, ma per risolvere le problematiche insieme ai lavoratori. Il territorio è colmo di problematiche e noi da più tempo le stiamo urlando. Non abbiamo più bisogno di passerelle, ma di fatti concrete. Le bonifiche devono essere fatte per rendere esigibili le grande aree industriale. – ha chiuso Paolo Gozzani, segretario provinciale di Cgil – Con il marmo non possono arricchirsi sempre i pochi soliti, la ricchezza deve essere ridistribuita e la comunità deve trarne beneficio. Il problema del turismo balneare è un turismo di poca qualità, abbiamo bisogno di ridare la spiaggia ai balneari costruendo uno sviluppo sostenibile puntando però sempre alla qualità».