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Rifondazione sul rapporto di Legambiente: «Necessaria una svolta»

MASSA – «Questi dati vanno certo presi con una certa cautela valutativa, ma vedere Massa al 97° posto su 105 capoluoghi italiani nel Rapporto sull’Ecosistema Urbano 2021 di Legambiente è certamente sconfortante. Un piccolo tassello in un mosaico che ci appare sempre drammaticamente più chiaro, con la conseguente urgente necessità di una svolta rispetto alle politiche certo della destra al governo della città, ma anche del cosiddetto centro sinistra». Questa è l’opinione del partito di Rifondazione Comunista di Massa-Carrara, che commenta i recenti risultati del rapporto.

«Questo perché su alcuni “fondamentali” che anche il rapporto fotografa, la condivisione di fondo è netta, ma anche per il fatto che questi risultati sono dovuti a politiche di medio periodo. Pesano, nel rapporto, per il risultato massese in particolare i risultati ottenuti in particolare sulla piaga delle vittime della strada  in merito all’offerta di trasporto pubblico (95), all’ozono (98) e ai rifiuti prodotti (104esimo e penultimo posto), mentre particolarmente rilevante è ad esempio la perdita della rete idrica. – scrivono quelli di Rifondazione – Due considerazioni portano però a peggiorare, a nostro avviso, la valutazione più generale. La prima è che i dati si riferiscono a un periodo particolarmente colpito dalla pandemia, quindi con un paese rallentato ma che già ereditava un certo immobilismo nelle rilevazioni, sintomo di scarso dinamismo e di scarsa capacità di risposte da parte della politica “di governo” dei territori».

«La seconda è che se spesso si è dibattuto fra gli indici di qualità della vita e di reddito, che non debbano per forza coincidere; qui siamo al ribaltamento in negativo della questione: vi sono infatti realtà che si trovano in posizione positiva nella classifica pur avendo redditi pro capite non altissimi, e viceversa. Nel caso di Massa, e ancor di più della provincia, sono bassi entrambi, quasi in linea con i capoluoghi contermini nella classifica di Legambiente, tutti al sud. Questo ci deve spingere ad una profonda richiesta, che proviamo e proveremo insieme ad altri ad interpretare, per offrire risposte politiche non ordinarie, visto che la presunta ordinaria amministrazione non fa, da ogni aspetto, che peggiorare la situazione sociale, ambientale, – concludono – di vivibilità delle nostre comunità e territori».