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Tari e spiagge, Panesi (Npsi): «Il regolamento comunale cozza con gli ordinamenti superiori»

MASSA – Il coordinatore provinciale del Nuovo Partito Socialista italiano Corrado Panesi interviene, con un comunicato ufficiale sulla situazione riguardante la Tari e gli stabilimenti balneari del territorio comunale. «Il nuovo regolamento comunale Tari, all’art.29 per le attività “temporanee” in spazi o aree pubbliche esclusi i mercati  (svolgimento attività o occupazione suolo < 183 gg) prevede la tariffa giornaliera fissata nella misura di 1/365 della tariffa annuale del tributo maggiorata del 100%. E’ facoltà del soggetto passivo chiedere il pagamento della tariffa annuale del tributo. – scrive Panesi – L’art.24 del regolamento, a sua volta, alla tariffa di cui sopra per le attività temporanee, prevede la riduzione del 20%.  Quanto disposto dal regolamento comunale a mio avviso cozza con quanto disposto dell’art. 77 D. L.vo n.507/93 così come dal disposto dell’art.1 c°662 L.147/2013 dove si prevede per le attività “temporanee” la applicare della tariffa giornaliera (non certo per espressa previsione di legge raddoppiata) o comunque una riduzione forfettaria con risultato equivalente».

«Dato che l’ordinamento giuridico ha forma piramidale dove la norma di rango superiore, quale la norma nazionale, prevale su quella di rango inferiore, quale il Regolamento Comunale, si dovrebbe pertanto ritenere applicabile agli stabilimenti balneari quanto da disposto di rango superiore con applicazione della tariffa giornaliera Tari per i giorni di attività autorizzata amministrativamente o comunque una riduzione forfettaria con risultato equivalente e su questa falsariga, nel caso degli stabilimenti balneari con attività temporanea inferiore 183 gg anno, su un max di 182 gg di attività/occupazione avremmo come risultato una riduzione del 49,86% (365:100=182:x   x = 49,86), non certo di valori percentuali inferiori oltremodo penalizzanti il contribuente».

«La Cassazione, vedi da ultime e non ultime, le ordinanze n. 9107/2020 e n.11130/2021 , ha più volte affermato che è dovuta la riduzione in proporzione all’effettivo periodo d’uso autorizzato e dove, pertanto, non essendo possibile l’utilizzo del bene, – conclude Panesi – nemmeno vi è erogazione e fruizione del servizio smaltimento rifiuti».