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Luminarie di Natale, via alle polemiche a Massa: «120mila euro, uno schiaffo alla città»

Rifondazione Comunista: «Le esigenze del consenso spingeranno ancora di più l'amministrazione a "selezionare" le esigenze dei propri simpatizzanti»

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MASSA – «L’amministrazione comunale di Massa ha stanziato 120mila euro per le luminarie natalizie. Il centro e un paio di piazze a Romagnano verranno illuminate, mentre abeti di piccole dimensioni saranno messi nei paesi della montagna. Seguendo il mantra del “decoro”, sperando che qualcuno ci spieghi poi cosa sia questo decoro se non il veicolo dell’ideologia della classe dominante, questa amministrazione prova ad imbellettare il salotto buono della città per le feste comandate, mentre tutto attorno le difficoltà sociali ed economiche aumentano». La polemica, la prima di quest’anno sull’argomento luminarie di Natale, arriva da Rifondazione Comunista che punta il dito contro l’amministrazione massese e il sindaco Francesco Persiani.

«Il sindaco – dicono da Rifondazione – spera forse di attirare compratori per il suo Natale consumistico, molto simile a quello dei mercanti nel tempio, ma non sa che, ad esempio, i lavoratori di Sanac ci penseranno due volte a spendere denaro visto che il governo, che anche il partito del sindaco sostiene, li sta mandando a casa. Ci penseranno due volte anche coloro che sono sotto sfratto, mentre l’amministrazione non interviene per rendere abitabili decine di appartamenti pubblici oggi vuoti, né prova a riaprire cantieri di edilizia pubblica. Ci penseranno due volte a spendere tutti coloro che faticano ad arrivare a fine mese e si troveranno a dicembre a pagare bollette rincarate grazie alla indolenza del governo sostenuto dal nostro sindaco».

«Ci penseranno due volte – prosegue Prc – le famiglie costrette a pagare le rette degli asili privati quando il sindaco continua a mantenere chiusi quelli pubblici. Quei 120mila euro potevano andare incontro alle esigenze quotidiane di molti massesi. Invece, in nome di questo fantomatico “decoro”, si sottraggono risorse alle necessità primarie della città, si rinuncia a mettere in sicurezza sottopassaggi stradali, a coprire problematiche legate al dissesto del territorio, a recuperare quel patrimonio pubblico oramai espropriato dalle esigenze private, ad intervenire in favore di quelle famiglie che più di altri stanno vivendo la crisi economica attuale. Questo ennesimo schiaffo alla città ci dice chiaramente cosa ci aspetta nei prossimi due anni quando le esigenze del consenso spingeranno ancora di più l’amministrazione a “selezionare” le esigenze dei propri simpatizzanti. E che gli altri si arrangino».

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