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Carrara 2022, il M5s non sarà col centrosinistra: «Presenteremo un progetto in continuità»

L'annuncio dei pentastellati nel comunicato sulla questione marmo: «Gli industriali non vogliono regole e svelano il loro finto interesse per la città»

CARRARA – «Durante i quattro anni di consiliatura appena trascorsi abbiamo lavorato senza sosta per completare un’opera di riforma e di adeguamento alle leggi sovraordinate senza precedenti nella storia di Carrara. Abbiamo posto in essere una lunga sequenza di atti che di fatto costituiscono per il mondo del marmo una vera e propria rivoluzione. Questo sforzo ha portato l’introduzione di una maggiore equità, l’introduzione di più tutele per l’ambiente e ha cercato di ricucire la spaccatura sempre più evidente tra il settore lapideo carrarese e i cittadini». Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Carrara interviene nel dibattito sul marmo e su quello relativo alle elezioni amministrative del 2022.

«Ogni volta che abbiamo stimolato le imprese a fare qualcosa in più per la comunità, molte di queste, hanno risposto a suon di carte bollate: la quantità di ricorsi che abbiamo ricevuto, al di là dei proclami, parla da sola. Alcune imprese pretendono di scavare dove vogliono, quanto vogliono e come vogliono, senza doversi curare delle creste, delle sorgenti, dei boschi e di condividere parte dei loro faraonici profitti con la città. Queste aziende non stanno chiedendo regole chiare. Queste aziende le regole proprio non le vogliono. Abbiamo approvato l’ importante strumento urbanistico territoriale dei Pabe, che introduce nuove e maggiori tutele per le creste e per le sorgenti, imponendo inoltre quantitativi massimi di estrazione. Abbiamo varato il nuovo Regolamento degli agri marmiferi, ponendo fine al rinnovo automatico delle concessioni, definendone la durata. Abbiamo rivisto al rialzo le tariffe sui materiali più pregiati, rendendole più eque».

«Abbiamo proposto il regolamento dell’articolo 21, permettendo alle imprese di estendere il periodo transitorio non solo incrementando la filiera ma anche investendo in opere di pubblico interesse. Introdotto un sistema di tracciabilità per dare trasparenza alle qualità di materiali che scendono dal monte, rendere le tariffe più eque e garantire il rispetto della lavorazione del 50% “in loco”. Confindustria ha fatto ricorso contro tutti gli atti nati per migliorare l’interesse generale e oggi, dietro la richiesta di chiarezza, prova a nascondere lo storico egoismo di chi, da ormai troppi anni, persegue solo ed esclusivamente il proprio interesse personale. Il progressivo degrado in cui era sprofondata la città nei vent’anni precedenti al nostro mandato, complice anche la classe politica che l’aveva amministrata, ne è ancora purtroppo evidente e testimone. A fronte di un super arricchimento di pochi si è assistito ad un impoverimento progressivo del territorio e oggi chi ne ha la responsabilità politica ed economica tenta nuovamente di mimetizzarsi e proporsi come un mistificante salvatore della patria. Vorremmo anche ricordare, se ancora ce ne fosse bisogno, che molte di queste iniziative si sono rese necessarie in quanto il contributo regionale sull’escavazione e il canone di concessione pagati, meglio noti come “la tassa marmi”, che tra l’altro solo negli ultimi anni hanno raggiunto cifre ragguardevoli, sono spendibili da parte dell’amministrazione solo in minima parte in progetti di pubblica utilità, mentre per legge sono destinati a sostenere spese auto riferibili al settore lapideo stesso. Senza considerare l’indebitamento e le spese ad esso riferibili che grava sul Comune di Carrara per la costruzione della cosiddetta “via dei marmi” ad uso esclusivo del settore stesso costruita in passato per tutelare la salute della cittadinanza dalla movimentazione dei marmi verso mare».

«Fanno sorridere, per non piangere, le esternazioni di uno degli ex primi cittadini fra i più colpevoli politicamente, del quale non riusciamo nemmeno a scrivere il nome. Non solo lancia pubblicamente il suo progetto di restaurazione per riportare un indietro la città ma si erge anche apertamente difensore di Confindustria di quei industriali che non vogliono regole, delineando chiaramente una grande “ammucchiata” fra destra e sinistra per tornare ai bei tempi “di prima”, quando gli industriali avevano carta bianca. L’amministrazione targata M5s Carrara, in meno di un mandato e con una pandemia mondiale in corso, ha realizzato un’operazione di riforma che i nostri predecessori non hanno avuto la capacità, la voglia, né il coraggio, né la competenza, di portare avanti, nonostante i moltissimi anni alla guida della città e i proclami elettorali messi di volta in volta nei loro programmi sempre smentiti clamorosamente nei fatti».

Le elezioni 2022

«Concludiamo sulla recente decisione del Partito Democratico locale di ricostituire “el clasico” della coalizione di centro-sinistra per le prossime elezioni comunali. Riteniamo che non dare seguito al progetto di coalizione riformista portato avanti da alcuni leader nazionali si rivelerà un grande errore, ma al tempo stesso ne siamo alleggeriti: anche per noi l’ipotesi di un’alleanza coi Dem non sarebbe stata facilmente digeribile. Abbiamo il 16%, un leader nazionale amato e riconosciuto, i sondaggi vanno a gonfie vele. A Carrara, nonostante alcune difficoltà, siamo un gruppo coeso, distinto per capacità, visione e professionalità, e faremo il nostro percorso proponendo alla città un valido e ambizioso progetto in continuità. Chissà che anche la prossima volta i cittadini non sconfessino quanto deciso e pianificato nelle segreterie di partito forse in modo nemmeno troppo condiviso». E intanto proprio su quest’ultimo argomento, quello delle elezioni amministrative 2022, il M5s ha convocato una conferenza stampa che si svolgerà domattina dove potrebbero emergere ulteriori dettagli.