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Il sindaco Giannetti sulla sfiducia alla presidente del Consiglio comunale: «Gravi inadempienze»

Il primo cittadino risponde a Ferri (Iv): «Mancanze che hanno minato la trasparenza a garanzia della democrazia di un consesso pubblico»

FIVIZZANO – Dopo le parole spese dall’on. Cosimo Maria Ferri nei confronti del sindaco di Fivizzano (Massa-Carrara) Gianluigi Giannetti alla luce dei fatti accaduti durante il consiglio comunale tenutosi martedì 19 ottobre, non tarda ad arrivare la replica del primo cittadino, dai toni altrettanto duri: «Caro onorevole, i contenuti e le modalità delle sue accuse sono l’esempio concreto della nuova politica basata sull’attacco gratuito e puramente strumentale – controbatte Giannetti -, che cerca di creare il caos per confondere le idee e per distogliere l’opinione pubblica da ciò che concretamente stiamo facendo. Sentirle dire che io sarei il vecchio modo di fare politica mi fa comprendere che sono sulla strada giusta, che il mio modo di pormi nella politica locale è di grande disturbo a chi, come lei, da secoli vive nei meandri di questo ambiente e che rappresenta un partito camaleontico che, in modo opportunistico, si trasforma per stare un po’ a destra e un po’ a sinistra, con l’unico scopo di restare sempre sul carro dei vincitori.»

«Addentrandoci nel merito delle questioni, – prosegue il primo cittadino – mi pare che lo stato confusionale dell’illustrazione dei fatti rasenti il tragicomico, passando da revoche di assessori a sfiducia di presidenti a ipotetica chiusura di cave fino ad arrivare alla sanità, mettendo insieme i più disparati argomenti in un pastrocchio puramente strumentale. La verità è ben diversa: la sfiducia al presidente del consiglio è avvenuta a seguito di gravi inadempienze amministrative e mancanze che hanno minato la trasparenza a garanzia della democrazia di un consesso pubblico come il Consiglio comunale. Per quanto riguarda il Pabe (Piani Attuativi Bacini Estrattivi), al quale siamo arrivati grazie al grande lavoro dell’assessore Giovanna Gia, nella seduta consigliare di approvazione la maggioranza era ben consapevole di approvare un piano che non condivideva l’interpretazione dei tecnici della Regione Toscana, allo scopo di evitare qualsiasi ricorso milionario da parte di imprenditori proprietari o concessionari delle cave nei confronti del Comune, scegliendo anzi di demandare alla Regione stessa la negazione di eventuale escavazione attraverso un ricorso al Tar, decisamente meno oneroso per le casse comunali e la salvaguardia degli interessi di tutti i cittadini, ma evidentemente il suo consigliere Serafini nemmeno si è accorto di quanto detto in consiglio e questo già le dovrebbe far capire del perché gli è stata revocata la carica di assessore. Inoltre, nella giornata di ieri, Serafini dichiarava che il decreto di ricorso dirigenziale è scaricabile dal sito della regione, non sapendo nemmeno che quel tipo di atto non è visibile via web perché escluso dalla pubblicazione nel rispetto dei limiti posti dalla trasparenza della normativa statale, e non sapendo che, per poterlo avere, è necessario fare un regolare accesso agli atti.»

Poi conclude sulla battaglia per l’ospedale: «Infine, accusarmi di non essermi battuto per difendere l’ospedale è un vergognoso falso storico, evidentemente i suoi consiglieri non le hanno comunicato tutto il lavoro svolto in questi mesi dal sottoscritto, dagli organi generali dell’azienda Asl e dai dirigenti Don Gnocchi, tutto documentato in verbali. Sarà mia cura invitarla personalmente alla prossima riapertura della fondazione Don Gnocchi in modo che possa pubblicamente raccontarci tutto quello che lei e i componenti del suo partito avete fatto per permettere che questa ripartenza del Presidio fivizzanese avvenisse.»