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«Un centro di ricerca al vecchio ospedale di Massa insieme all’hub». Barotti torna alla carica

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MASSA-CARRARA – «Ho appreso, da articoli di stampa, che l’Ausl avrebbe intenzione di trasferire il centro vaccinale dall’hub di Marina di Carrara al vecchio nosocomio di Massa, tanto che sarebbero in corso, all’ex Ospedale, lavori di adeguamento per realizzare degli ambulatori». Anche il consigliere comunale di Arcipelago Massa, Andrea Barotti, interviene sullo spinoso argomento del trasferimento dell’hub vaccinale dal padiglione E di CarraraFiere all’ex ospedale di Massa.

«I tecnici dell’azienda sanitaria starebbero, inoltre, studiando soluzioni per risolvere le criticità degli spazi di sosta, migliorare l’accessibilità ed evitare interferenze con i piani dell’edificio già riattivati, in particolare con il terzo ove si trova il reparto di cure intermedie dedicato proprio ai pazienti Covid. – continua Barotti – Il riadattamento in atto della dismessa struttura dovrebbe essere un occasione per riflettere sul futuro del complesso architettonico visto che la proposta del sindaco Persiani di insediarvi la casa della salute è stata, comprensibilmente, cassata dalla Regione ed analoga sorte spero abbia l’alternativa del Bic. Su quest’ultima alzata di ingegno mi limito ad osservare che non si può far dipendere una scelta in grado di incidere pesantemente sullo sviluppo della città dalla disponibilità di un immobile nel patrimonio della regione; quel che sembra un risparmio può generare un costo futuro, non meramente economico, difficilmente percepibile nell’immediato. Le odierne circostanze rendono, nuovamente, attuale la mia idea di dar vita, recuperando l’ex presidio ospedaliero, ad un centro virologico di ricerca e cura».

«Ritengo ragionevole inserire l’odierno investimento dell’Azienda sanitaria (finalizzato al riuso della vecchia clinica) in un progetto ambizioso e con un orizzonte temporale più lungo cosicché il denaro pubblico, oggi speso, possa rispondere sia alle esigenze contingenti ma anche contribuire a costruire quel sistema di “difesa sanitaria” di cui si è compreso il valore, il ruolo strategico. Il nostro territorio diventerebbe un punto di riferimento oltre per la cardiochirurgia (Opa) anche per la lotta contro i virus. Le risorse, notevolissime, che il Governo Draghi ha dirottato verso la ricerca e l’Università, unitamente a quelle previste per la sanità dovrebbero spingere la politica locale ad elaborare una proposta in grado di far arrivare, tramite la Regione, i necessari stanziamenti; la conversione del vecchio ospedale in un centro virologico avrebbe, in sintesi, il pregio di interessare gli ambiti poc’anzi citati offrendoci, così, maggiori possibilità di finanziamento. – aggiunge Barotti – Ed ancora, restituire vita, mantenendone inalterata la destinazione, all’ex nosocomio significherebbe realizzare, su un territorio con notevoli problemi di carattere ambientale, un primo grande passo verso l’eco sostenibilità; tale aspetto potrebbe essere un ulteriore argomento per conseguire l’approvazione del progetto».

«Infine, la ricerca attira capitali privati, aziende, start up determinando effetti positivi sul fronte economico ed occupazionale. Il nostro territorio ha aree produttive sulle quali potrebbe sbarcare l’industria farmaceutica; opportunità preferibile ai centri commerciali o logistici oggetto delle varianti anticipate dalla giunta sovranista poiché l’esperienza dei centri direzionali, – conclude Barotti – del cinema o dei depositi di marmo dovrebbe indurci a non ripetere gli errori del passato».

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