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«Sanac, ben venga lo strappo di Gozzani con Persiani. Ora si continui contro il neoliberismo»

MASSA – «Lo strappo del segretario della Camera del Lavoro Paolo Gozzani avvenuto durante il corteo dei lavoratori Sanac ha il nostro totale appoggio. Chi quotidianamente, come il sindaco Persiani, attua politiche locali neoliberiste e sta in una compagine, e bipartisan a livello governativo nazionale, che non perde occasione per indebolire e attaccare lavoratori, lavoratrici, sindacati, non può fare passerelle sulla pelle di chi sta perdendo un lavoro proprio a causa delle logiche del mercato tanto care al sindaco di Massa». A parlare è il partito della Rifondazione Comunista di Massa-Carrara che torna sullo sciopero dei lavoratori della Sanac che, per un pomeriggio, hanno bloccato le rotonde di via Marina Vecchia e viale Mattei a Massa.

«Abbiamo sempre auspicato che il sindacato avesse posizioni nette con chi strizza l’occhio al neoliberismo. Lo abbiamo auspicato anche quando nel centrosinistra si votava a favore dell’abolizione dell’articolo 18, si votata per la legge Fornero, per il pareggio di bilancio, per la Bolkestein, solo per citarne alcune. Lo dicevamo perchè l’analisi di quegli atti ci portò ad immaginare quello che stiamo vivendo oggi: il disgregamento della classe dei lavoratori, l’indebolimento del sindacato e di tutti i corpi intermedi, l’arrivo di una forte diseguaglianza sociale che oggi presenta un drammatico conto. – aggiungono da Rifondazione – A seguito di questo oggi abbiamo lavoratori e lavoratrici più precari, abbiamo una maggiore povertà assoluta e una piramide sociale più ripida dove le “speranze” di molti, soprattutto tra i piccoli commercianti e artigiani, di diventare una agiata classe media si sono spente nel morso del cannibalismo del capitale che ha concentrato presso pochi soggetti tutte le ricchezze».

«Che quindi l’atto del segretario Paolo Gozzani non sia sporadico, – concludono – ma apra una stagione nuova nella lotta per il lavoro, che metta finalmente al centro il contrasto senza se e senza ma ad ogni forma di neoliberismo, anche quando arriva dal “fuoco amico”».