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Bollette luce e gas: «A parità di consumo piccole imprese pagano più delle grandi industrie»

I dati del centro studi della Cgia di Mestre, analizzati da Confartigianato: «Quasi il doppio per la corrente, fino al 178% in più per il gas. E’ ora di invertire la rotta»

MASSA-CARRARA – «Bollette di luce e gas, se le famiglie piangono per i rincari annunciati dal Governo in ottobre le micro e piccole imprese certo non ridono. Anzi. Ancora una volta saranno costrette a subire una dura batosta che andrà a intaccare bilanci già messi in crisi dalla pandemia che ancora oggi attanaglia le economie globali. Diciamo micro e piccole imprese perché sono loro a pagare lo scotto maggiore da troppi anni rispetto alle grandi industrie che a parità di consumo pagano molto meno. Lo mette bene in mostra uno studio del Centro studi della Confartigianato di Mestre: le piccole imprese pagano l’energia il doppio e il gas il 178% in più delle grandi, senza dimenticare che in Europa abbiamo le tariffe più care. E’ ora di invertire la rotta». A firmare la richiesta, lanciando un appello alle istituzioni, è la Confartigianato di Massa-Carrara tramite il presidente Sergio Chericoni e il direttore Gabriele Mascardi.

«I numeri non mentono e sono impietosi. – proseguono – Prendendo a riferimento il secondo semestre del 2020, uno dei periodi più duri dall’inizio della pandemia, per l’energia elettrica le nostre piccole aziende pagano mediamente 151,4 euro ogni 1.000 chilowattora consumati (Iva esclusa) contro i 77 euro delle grandi a parità di consumo, quasi il doppio (+96,6%). Nel settore del gas, poi, è una tragedia: se le piccole imprese sborsano 59 euro ogni 1.000 chilowattora (Iva esclusa), alle grandi aziende viene applicata una tariffa media di 21,2 euro, quindi le piccole pagano circa il 178% in più. In nessun altro paese dell’area Euro c’è un disallineamento delle tariffe energetiche così elevato ed è paradossale visto che il tessuto economico e produttivo della nostra provincia ma in generale italiano è costituito in gran parte (oltre il 99%) da aziende di piccole dimensioni con meno di 50 addetti che danno lavoro al 65% degli italiani nel settore privato».

La traduzione è semplice: le grandi hanno bollette leggere perché a pagare sono i piccoli. Il confronto con il resto d’Europa mostra che solo in Germania il costo della bolletta elettrica è più caro e per il gas solo in Finlandia e Portogallo. «Insomma, qualcosa non torna perché paghiamo troppo rispetto alla media europea e non tutto dipende dalla fornitura – evidenziano ancora Chericoni e Mascardi -. Anche lo Stato ci mette del suo con le imposte. La componente fiscale vale il 50% del costo della bolletta elettrica e per il gas del 36%. Ben vengano gli aiuti introdotti una tantum dal governo per i prossimi tre mesi, con l’eliminazione degli oneri di sistema dall’elettricità per le imprese con contatori fino a 16,5 chilowatt e così anche per il gas per una manovra da 3,4 miliardi. Tuttavia non basterà perché si prevedono rincari costanti nei prossimi mesi e forse questi tagli dovrebbero diventare strutturali quanto meno fino alla prossima estate. E’ vero ad esempio che Confartigianato per esempio ha un consorzio multienergia che garantisce stabilità e concorrenzialità sui costi ma è il caso che le Istituzioni a tutti i livelli prendano in mano la situazione – concludono – per cambiare gli equilibri in gioco tutti a carico delle imprese più piccole, pensando magari a trasferire gli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale il che garantirebbe una equità nei pagamenti».