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Nuovi assessori a Massa, Barotti: «Nuovo giro di valzer mentre la città affonda»

Valesi (Sinistra Italiana): "Convinti che il turbinio di nomine non sia ancora finito"

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MASSA – “La nomina dei due nuovi assessori non risolverà i problemi che affliggono la città. Sono trascorsi
oltre tre anni e in questo lungo periodo l’amministrazione sovranista non è riuscita a mantenere le promesse elettorali”. A sostenerlo è Andrea Barotti, consigliere di Arcipelago Massa, dopo la nomina dei nuovi volti in giunta, l’architetto Maura Ferrari e il consigliere comunale uscente, Giovanbattista Ronchieri (qui la notizia).

“L’elenco delle questioni irrisolte, in alcuni casi aggravatesi, non è breve – prosegue Barotti – la città è sporca, le
periferie sono trascurate, le piogge intense hanno palesato la fragilità idraulica e idrogeologica del nostro territorio, la tutela ed il recupero ambientale sono rimasti temi marginali, manca una visione ed una progettualità per far ripartire l’economia, il lavoro ed infine Massa si è ancor più isolata dal resto delle città Toscane. L’allargamento della Giunta pare essere più che una manovra per prepararsi, con un certo anticipo, alle prossime elezioni una mossa per restare a galla e giungere a fine mandato. Il civismo dell’ex candidato sindaco Sergio Menchini si è dissolto; Alternativa civica era una proposta di area centrosinistra ora il professore fa parte della maggioranza a trazione sovranista ed intorno a se ha due colleghi ex Forza Italia. Ricordo gli articoli della Consigliera Dei con cui rivendicava, con orgoglio, il radicamento nella destra italiana. In breve, il bacino elettorale del nuovo gruppo non è
certamente quello che ha consentito a Menchini di entrare in Consiglio. Il cambio di casacca, di campo, i consensi non particolarmente generosi ottenuti dal professore quando era avversario di Persiani e Volpi, mi inducono a ritenere che l’apporto di Massa civica alla prossima tornata non sarà pesante e che l’Assessorato concesso miri, semplicemente, a frenare lo sfaldamento della coalizione che regge “l’Amministrazione del cambiamento””.

“La delega a Ronchieri – aggiunge il consigliere – oltre ad essere un eccezione alla “regola” seguita dal Sindaco (sin qui gli assessori non sono stati scelti tra i Consiglieri) con i conseguenti mal di pancia di chi ha subito questa impostazione, evidenzia anche la forza strategica (non elettorale) determinata dalle circostanze di chi per la Lega di Cella doveva rimanere, per il coinvolgimento indiretto nel passato politico amministrativo della città, fuori dalla porta e dalla finestra. Credo che, con questa vicenda, la destra sovranista abbia dato ulteriore prova di incoerenza, di debolezza. Penso che i gruppi restati a bocca asciutta, nonostante l’apporto fornito per la vittoria, masticheranno amaro e l’ingresso di Bertucci nel gruppo misto potrebbe essere interpretato come un primo effetto collaterale.
Ed ancora, la nomina di una professionista di La Spezia, dopo il vicesindaco di Montignoso, l’Assessore al Bilancio di Carrara, pone qualche interrogativo sul giudizio del Sindaco sulla classe dirigente della destra massese; la giustificazione addotta, ossia aver preferito la preparazione tecnica alla rappresentatività, è il riconoscimento dell’incapacità di combinare i due profili quindi di essere giunti al governo della città senza una squadra in grado di giocare una partita complessa (i frequenti avvicendamenti confermerebbero questa ipotesi; ricordo l’uscita di Eleonora Lama, Guido Mottini, Veronica Ravagli nonché la mancata conferma di Corrado Panesi a Master, il passaggio di Lorenzo Porzano da Asmiu ad Evam). Infine non convince l’altra motivazione vale a dire evitare
conflitti di interesse poiché credo che nel panorama politico o professionale cittadino esistano figure in grado di offrire analoghe garanzie. Il Sindaco ha parlato di trasparenza, eppure non mi sembra che questa sia una preoccupazione della maggioranza, visto che per il caso Serinper è stata bocciata la proposta di una commissione di inchiesta consigliare lasciando a tecnici nominati dal Sindaco il compito di fare chiarezza, così come non ho contezza di risposte puntuali agli interventi, postati sui social, con i quali venivano ipotizzati possibili conflitti di interesse. Il Sindaco sostiene che ora avrà più tempo per incontrare i massesi, come se i problemi della Comunità non li conoscesse, o forse pensa che una chiacchierata ed una promessa faranno dimenticare il degrado, gli impegni non mantenuti, gli interventi spot non condivisi con il territorio? Oppure immagina di iniziare la campagna elettorale anziché impegnarsi per difendere l’occupazione, ottenere risorse per la formazione e costruire, così, un futuro per la Comunità?”.

“Il Sindaco mette in scena – chiude Barotti – (purtroppo la rappresentazione ha come cornice il Municipio, visto che il teatro continua ad essere chiuso) un nuovo giro di valzer mentre la città affonda”.

E sulla nomina dei due nuovi assessori interviene anche Cesare Valesi di Sinistra Italiana: “Il fatto non ci ha sorpreso, perché avevamo intuito che la costituzione, da parte di Sergio Menchini , del gruppo denominato ‘Massa Civica’, entrando in maggioranza, avrebbe avuto lo scopo di ottenere un assessore. Siamo anche convinti che il turbinio di nomine non sia ancora finito; dal momento che gli assessori possono arrivare al massimo a nove,  potrebbe essere assegnata, all’altro componente di Massa Civica la delega all’urbanistica. In questa eventualità, il sistema clientelare porterebbe un grande danno alla città. Il sindaco per giustificare le due nomine ha trovato la giustificazione che troverà più tempo per dialogare con i cittadini. In tre anni e mezzo non ha mai trovato il tempo per farlo, è una qualità che non gli appartiene”.

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