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Carrara, la Lega chiede il Consiglio comunale in presenza: «Basta esclusione del pubblico»

CARRARA – La Lega Salvini Premier accusa i 5 Stelle per le sedute del consiglio comunale di Carrara che restano ancora a porte chiuse: «Decisione comoda per loro ma inaccettabile. Nonostante il green pass e il ritorno in presenza dei dipendenti comunali i grillini non concedono nessuna possibilità per i cittadini di assistere ai lavori dell’assise. La Lega Salvini Premier chiede  al sindaco e al presidente del consiglio la possibilità di svolgere finalmente il consiglio comunale con il pubblico in presenza, con mascherine e sanificazione basterebbe stabilire un numero massimo di spettatori contingentando gli accessi nel rispetto del distanziamento. Il rifiuto da parte dell’amministrazione sarebbe incomprensibile, tanto più che i consiglieri sono tornati a svolgere le commissioni comunali in presenza, per quale motivo quindi i 5 Stelle vogliono tenere i cittadini all’oscuro di quanto accade in assemblea?».

«Entro il 15 ottobre, data di entrata in vigore del nuovo decreto, gli obblighi del green pass saranno estesi anche al pubblico impiego ed ai politici dei enti pubblici. Il covid infatti appare in ritirata e quindi oltre che agire a tutela delle prerogative dei consiglieri comunali è un diritto garantire l’esercizio effettivo delle loro funzioni pubbliche in rappresentanza dei cittadini, un esercizio che soltanto tornando a riunirsi a porte aperte può essere effettivo ed efficace nell’interesse e nel rispetto del voto degli elettori. Oggi è evidente che sono meno gli ostacoli legati alla pandemia che si frappongano irrimediabilmente al ripristino della piena democrazia e i temi all’ordine del giorno nell’agenda politica dei prossimi mesi meritano un confronto più approfondito di quello che si è potuto svolgere a distanza in questo anno e mezzo. – conclude Nicola Pieruccini, segretario provinciale della Lega – Tra qualche mese avrà inizio anche la campagna elettorale per le amministrative del 2022 e  l’attuale compressione degli strumenti di democrazia e di dibattito pubblici non possono più essere giustificati nè tollerati, avendoci fornito il governo, gli strumenti per tornare alla normalità».