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“Alle cave si eliminino le segatrici a catena e si utilizzi solo il filo diamantato”

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CARRARA – “Ormai è conclamato a livello mondiale la necessità di ridurre le emissioni per evitare le enormi problematiche ambientali che stanno mettendo a repentaglio la nostra salute e la sopravvivenza in molte aree del pianeta. Ci chiediamo allora come mai nelle nostre cave siano sempre più impiegate segatrici a catena ognuna  con motore a scoppio che possono bruciare 100 litri di nafta al giorno e più di 20 kg di grasso a settimana”. Lo afferma Alessandro Nicodemi di Verdi Italia per Carrara. “Immaginiamo ora quindi moltiplicare questi valori per il numero delle segatrici in funzione e ci possiamo renderemo conto di quanta gasolio inutilmente bruciamo e di quanto  grasso  cade a terra durante il taglio e si mescola alla polvere di marmo, disperdendosi in  ambiente prima che il blocco venga lavato per essere caricato sul camion. L’acqua utilizzata nelle cave per tagliare  è spesso riciclata dai depuratori e decantatori di cui  ormai tutte le cave sono dotate, inoltre molta di quell’acqua è piovana. Non esiste un vero spreco di acqua di falda come  non esiste un problema di utilizzo della stessa relativamente al taglio con utensili tradizionali normalmente impiegati (vedi delibera regione toscana)”.

“Lavorare con un etica ambientale è possibile – continua Nicodemi – ed è questa è la soluzione, lavorare e rispettare persone e ambiente, cosa che sin d’ora è stata possibile utilizzando i classici utensili da taglio (filo diamantato) che non necessitino di bruciare carburanti ne di utilizzare grassi per la lubrificazione. Quindi un ritorno al passato come in questo caso utilizzando motori a scoppio è veramente anacronistico. Oggi le aziende dovrebbero investire parte dei loro denari in progetti sostenibili soprattutto per la produzione di energia pulita visto che abbiamo sole e vento in abbondanza. Chiediamo quindi alle aziende di installare pannelli solari e pale eoliche con i rispettivi gruppi di accumulo energia ed integrarli con eventuali cogeneratori in maniera tale da lavorare il più possibile con l’elettricità, di sostenere progetti ambientali per la comunità. Basta nuove e inutili emissioni da combustione e grassi in ambiente per tagliare un pezzo di marmo”.

“Il futuro – chiude l’esponente di Verdi Italia per Carrara – non è chiudere e spegnere ma andare avanti in maniera sostenibile, quindi questi macchinari altamente inquinanti, sicuramente non voluti anche dagli imprenditori, sono pericolosamente lontani dalla sostenibilità di cui tutti abbiamo bisogno”.

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