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Variante Esselunga, la minoranza attacca: «Stiamo assistendo a una svendita»

I consiglieri comunali tornano ad attaccare la maggioranza sull'ampliamento del supermercato di Viale Roma: «La domanda vera è dove sia, in tutto ciò, l’interesse generale»

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MASSA – «L’ampliamento della struttura commerciale dell’Esselunga rappresenta lo snaturamento di un’ipotesi nata con ben altre prospettive. L’iter è iniziato nel 2014 con una deliberazione del Consiglio Comunale che ne dichiarò l’interesse pubblico, necessario dal momento che si trattava di una variante urbanistica; tale variante è stata successivamente inserita, in sede di adozione, nel Regolamento urbanistico, in modo da essere coerente con la pianificazione complessiva della città». A parlare sono i consiglieri comunali di minoranza di Massa Gabriele Carioli, Alessandro Volpi, Stefano Alberti, Giovanni Giusti, Uilian Berti, Dina Dell’Ertole, Elena Mosti e Agostino Incoronato.

« I capisaldi della scheda norma 5.21 di tale Regolamento erano essenzialmente due: da un lato veniva accolta l’istanza della grande struttura di ampliarsi con una nuova riorganizzazione del punto vendita e dall’altro si definivano una serie di interventi, a carico di Esseleunga, per non creare ulteriori”scompensi” in ordine al traffico, alla viabilità e alla qualità della vita del contesto territoriale in cui è inserita la media struttura di vendita, il quartiere di L.viale Roma ( Rinchiostra-Quercioli- Villette). Erano fissati così un contributo perequativo di 1 milione e 100 mila euro e la realizzazione di due rotonde per altri 300 mila euro. – spiegano i consiglieri – Era poi previsto l’uso pubblico dei parcheggi di Esselunga dopo la chiusura del Supermercato e non era contemplato alcuno scomputo degli oneri. Inoltre l’esigenza pubblica di riqualificazione,con il contributo del privato, si sostanziava nella partecipazione al Bando nazionale delle Periferie che è stato finanziato anche alla luce di questo contributo».

«L’attuale giunta è riuscita a demolire questo equilibro e a svendere i capisaldi pubblici soggiacendo alle volontà espresse da Esselunga. Il parco della Rinchiostra avrà un contributo finale di soli 300.000 mila euro rispetto al 1.100.000 di prima, spariscono i nuovi parcheggi (280) ad uso pubblico, quelli previsti e obbligatori sono frutto di una nuova riorganizzazione dell’area, non è stato approfondito il tema del passaggio dei mezzi pesanti che faranno il solito percorso di adesso (via Marchetti via Ratti); le rotatorie, – attacca la minoranza – necessarie e complementari all’ampliamento del supermercato e dall’aumento del traffico sono state ridimensionate e qualora costassero più del previsto toglieranno risorse ai 300 mila euro citati».

«La convenzione che detterà le regole al nuovo ampliamento è così quanto mai contraddittoria e subalterna alla società Villata spa (immobiliare Esselunga); oltre alle decurtazioni sopra ricordate, l’ampliamento diventerà operativo prima della realizzazione delle rotonde e una parte degli oneri verrà scomputata. La drastica riduzione del contributo versato da Esselunga metterà in dubbio il finanziamento del Piano delle Periferie che determinava interventi coordinati e integrati, con il rischio reale di una sua restituzione a carico del Comune. Peraltro, merita di essere ricordato che la riduzione del contributo pubblico versato da Esselunga è ben superiore della riduzione dei volumi rispetto al progetto originario perché l’incremento iniziale della superficie di vendita era di 1350 mq, scesi ora a 1195; dunque una riduzione, come accennato, molto limitata rispetto ad un super sconto sul contributo da versare in nome dell’interesse pubblico. In pratica stiamo assistendo ad una vera e propria svendita che renderà ancora più problematica la situazione del traffico di un vasto quartiere della città senza i miglioramenti previsti nel progetto originario. L’impressione chiara è che in questo modo l’unico beneficiario sia Esselunga, la cui promessa di nuovi posti di lavoro deve essere inserita in una valutazione più complessiva relativa agli effetti che tale ingrandimento produrrà su altre strutture di analoghe dimensioni e su tutto il commercio di vicinato. – concludono – La domanda vera è dove sia, in tutto ciò, l’interesse generale».

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