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Mastrini sui servizi sanitari: «Il presidio ospedaliero della Lunigiana soffre per mancanza di personale»

«Non stiamo chiedendo l'elemosina, ma solo rivendicando i nostri diritti di lunigianesi che hanno scelto di vivere dove sono nati»

TRESANA – E’ trascorso un anno dalle elezioni regionali alle quali il sindaco di Tresana Matteo Mastrini ha partecipato: «Quel risultato, per me inaspettato (4.817 preferenze), mi ha dato ulteriori responsabilità soprattutto sul territorio lunigianese, dove vivo e amministro. Un territorio che ha dato un segnale chiaro a chi governa, al quale si deve rispondere. Dopo essermi confrontato con alcuni operatori del comparto sanitario, mi preme evidenziare quanto segue. La sanità rappresenta circa l’80% del bilancio regionale. Il presidio ospedaliero della Lunigiana, articolato sui plessi di Fivizzano e Pontremoli, soffre per la carenza di personale. A dicembre resteranno, a causa dei pensionamenti, solo 2 ortopedici per 2 ospedali e, cosa ancora più grave, 1 solo pediatra. Pediatra impegnato 3 mattine a Fivizzano e 3 mattine a Pontremoli, in orario antimeridiano (fino alle ore 14). È evidente come gli impegni e le promesse siano state, ancora una volta, disattese. A questo punto la Direzione dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest e la Regione dovrebbero dare risposte chiare.  Se invece non ne arriveranno non potrà che essere ulteriormente certificata la sostanziale distanza, di questi enti, dal nostro territorio.  E sarebbe anche utile, in considerazione del Pnrr, sapere quali progetti ci siano per rilanciare Fivizzano e Pontremoli. Un’ultima opportunità, quella del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, che dovrebbe essere raccolta con urgenza e prontezza. Non stiamo chiedendo l’elemosina, ma solo rivendicando i nostri diritti di lunigianesi che hanno scelto di vivere dove sono nati. Ad inizio ottobre, anche in considerazione dello stallo e del lento, ma inesorabile declino della nostra sanità, prenderà il via l’iniziativa per il superamento della maxi Asl e il riconoscimento di un ambito sanitario più piccolo, organizzato sulle esigenze dei territori e dei cittadini più fragili.»