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Montignoso, Matteucci: «Voglio un governo fra la gente e con la gente, e non in una torre d’avorio»

Il candidato a sindaco con la lista "Con te per Montignoso": «Per rilanciare il territorio servono manifestazioni che facciano di Montignoso un brand. La biblioteca è una mia battaglia ancestrale. Chiusura cava Fornace? Non sarà semplice in tempi rapidi»

MONTIGNOSO –  Ambiente, partecipazione e trasparenza: queste le parole chiave del messaggio politico della lista “Con te per Montignoso” del candidato a sindaco Francesco Matteucci. Parole che, tradotte in intenzioni, significano chiudere Cava Fornace, approfondire e risolvere la questione miasmi e affrontare il problema erosione costiera. In un governo «fra la gente e con la gente, e non in una torre d’avorio». Di questo ed altro il candidato sostenuto da Movimento 5 Stelle, Verdi e Montignoso Democratica ha parlato alla Voce Apuana.

Chiusura di Cava Fornace, argomento che coinvolge molti interessi su temi quali ambiente e salute: come affrontare la questione?
 «La chiusura di Cava Fornace è sicuramente uno degli obiettivi prioritari della lista Con Te per Montignoso. Certamente non è facile addivenire ad una chiusura in tempi rapidi, ci si può arrivare solo con un forte impegno delle amministrazioni coinvolte e pressioni sulla Regione Toscana. Vorrei distinguermi tanto dalla “passività” con cui l’attuale giunta ha affrontato il problema, tanto dal populismo con cui la candidata Aiazzi afferma chiusura immediata senza spiegare tecnicamente come potrebbe essere possibile, visto che PAA (Progetto Ambiente Apuane) ha concessioni e autorizzazioni in essere con gli enti preposti. Il nostro modello è Furci, comune in Abruzzo, che è riuscito a far chiudere una discarica. Lo strumento principale è chiedere il riesame dell’AIA del 2012 (autorizzazione integrata Ambientale) volto a verificare in maniera stringente se vi siano o meno le condizioni per autorizzare una discarica in quel sito. Mi preme ribadire il messaggio politico: un sindaco sta con la gente, sta nelle manifestazioni, ascolta i propri cittadini. Il silenzio assordante con cui Lorenzetti ha trattato la vicenda è impietoso. Impietosa è l’affermazione con cui lo stesso ritiene di “lavorare a passaggi politici nel silenzio”. Non è un’operazione stay behind né un film di 007.  Non è questo il modo di affrontare la politica locale: la partecipazione e la discussione devono essere pubbliche. Ribadisco l’importanza del metodo con cui si governa: non un governo in una torre d’avorio, ma un governo fra la gente e con la gente».

Erosione costiera: un problema che preoccupa sempre di più, confermato dal fatto che ultimamente anche Montignoso ha perso metri di spiaggia. Quali sono le possibili soluzioni?
«Il problema è prettamente di competenza Regionale e in Regione Toscana governa il Pd, partito dell’attuale sindaco. L’attuale amministrazione poco si è fatta sentire su questo fenomeno, sia nelle competenti sedi regionali sia politicamente con i vertici del Partito Democratico. E’ un fenomeno grave, che colpisce da tempo la costa. Inutile polemizzare su decisioni del passato come costruire porti in fondali sabbiosi. C’è da trovare una soluzione. Per tali incombenti ci sono i tecnici preposti. L’impegno per un amministratore locale dovrebbe essere quello di di mitigare il fenomeno senza costruire nuove scogliere che stravolgono la morfologia del litorale e spostano il problema di qualche metro. L’unica possibile soluzione, o meglio mitigazione, è quella di utilizzare le sabbie che ostruiscono i porti di Carrara e Viareggio per ripascimento con un programma costante e ben organizzato. Non solo, vi sono altri luoghi dove il problema è il contrario e la distanza fra le strutture ricettive – servizi e la battigia si allunga troppo, come a Torre del Lago. Anche in questo caso si potrebbe pensare ad un prelievo per ripascimento del nostro litorale. Ovviamente per far questo ci vogliono molti soldi e cooperazione fra enti locali».

Turismo: su cosa deve puntare Montignoso per svilupparlo, anche in un’ottica di recupero delle frazioni più abbandonate, come quelle montane?
«A Montignoso ci sono già delle potenzialità locali poco e male sfruttate. Ci sono delle iniziative, come rassegne cinematografiche o presentazione di libri, che però hanno il carattere della estemporaneità. C’è chi è riuscito invece a fare dei eventi iconici con risorse limitate. Penso, ad esempio, alla festa della resistenza di Fosdinovo. Noi potremmo, ad esempio, implementare la festa della Befana, marchio già conosciuto nel circondario ma poco sfruttato economicamente, con particolare attenzione alla sicurezza dato gli eventi poco piacevoli degli anni passati. La rievocazione della liberazione: anche questa potrebbe essere un attrattiva per appassionati di storia e collezionismo, oggettistica dell’epoca, mostre, esibizione di mezzi originali che potrebbe coinvolgere tutto il territorio comunale fino al Pasquilio. Ed infine una manifestazione a settembre, per prolungare la vita turistica di Cinquale. Sulle frazioni montane l’attuale amministrazione ha rivelato tutta la sua inefficienza: al Pasquilio manca persino anche solo una fontana. L’amministrazione dovrebbe rendere fruibile quei luoghi e mettere in campo tutte quelle energie per offrire servizi e confort agli utenti, come punti ristoro, possibilità di arrivare con mezzi ecologici, ma soprattutto una cartellonistica adeguata. E dovrebbe rendere visibile, ad esempio con immagini proiettate su un punto info al Cinquale, le bellezze dei monti. Un punto info accessibile, e non costruito dentro la spiaggia. Oggi chi arriva al Cinquale nemmeno può immaginare cosa ci sia a Pasquilio Cerreto Sant’Eustachio Piazza: credo che una colazione al Cerreto con vista dell’arcipelago toscano (a volte anche della Corsica) fino a Porto Venere, Palmaria, e Tino sia un’emozione impagabile. Il Castello che deve essere fruibile e accessibile almeno una volta al mese gratuitamente come tutti i musei d’Italia, dove la prima domenica del mese si entra gratis. Sintetizzando: la possibilità di implementare manifestazioni che facciano di Montignoso un brand, e la riqualificazione del territorio offrendo servizi di alto livello, sono i cardini della destagionalizzazione del turismo che vada dai monti al mare».

Divieti di balneazione: quali gli interventi da porre in essere per migliorare la qualità delle acque?
«Il problema è strettamente legato al fiume Versilia che sfocia a Cinquale. La spiaggia del Comune di Montignoso è piccola, nemmeno un chilometro, e quindi il fiume ne condiziona ampiamente i livelli di inquinamento. Ovviamente deve essere un’azione concertata con i comuni limitrofi attraversati dal Versilia. La prima cosa da fare sarebbe quella di monitorare il fiume per segmenti e vedere quanto risalgono gli inquinanti, così da individuare con certezza dove sia il problema e risolvere una volta per tutte. Al contempo devono essere realizzate le fognature su tutto il territorio comunale e controllare che le abitazioni siano allacciate. Inoltre bisogna approfondire le qualità delle acque dello scolmatore destro del Lago di Porta, che spesso ha un colore ed un odore improponibile, per vedere se vi siano scarichi abusivi. Così come controllare che le attività manifatturiere trattino le acqua di risulta in maniera adeguata».

5) Gaia: a Montignoso le tariffe sono altissime. La riforma del gestore idrico è la strada da percorrere?
 «Sono stato l’unico candidato a Sindaco di Montignoso che ha ricordato il referendum sull’acqua pubblica del 2011. Non mi interessa uscire da Gaia per non sapere dove andare. Così come non mi interessa restare in Gaia come società per azioni. La forma societaria non è idonea a gestire un monopolio naturale. Per me bisognerebbe gestire la risorsa acqua con gli strumenti pubblicistici, facendo ritornare il servizio sotto il diretto controllo dell’amministrazione. Una gestione, quindi, slegata da logiche di mercato».

Miasmi sul Lago di Porta. Confermata la loro origine naturale, la domanda adesso è: è possibile eliminarli?
«Non è stata affatto confermato l’origine naturale dei “puzzi”. Lo studio dell’Arpat non dice affatto questo. Individua alcune cause naturali e rinvia ad uno studio più approfondito per trovare le altre cause. Altre cause che sicuramente ci sono. Tale studio ulteriore non è mai stato fatto. L’Arpat spiega bene che bisogna rinviare al periodo estivo l’analisi, perché è in quel periodo che si sentono gli odori più acri, e la scarsità dell’ acqua comporta una concentrazione degli elementi chimici più elevata. Appare puerile tacciare i cittadini preoccupati come allarmisti o visionari. Il problema è reale, inficia la vivibilità di alcune frazioni e bisogna trovare le cause e risolverlo. L’Arpat nello studio specifica che bisognerebbe eseguire dei controlli sul corretto allaccio delle attività industriali con l’utilizzo di traccianti e la collaborazione di Gaia».

Cultura: Villa Schiff è il luogo adatto per ospitare una vera biblioteca civica a Montignoso fruibile per tutti?
«La biblioteca è una mia battaglia ancestrale. Fin da ragazzo, io e i miei coetanei siamo andati a studiare a Massa. Prima la biblioteca di Montignoso era in uno scantinato dalla scuola media GB Giorgini. Oggi nell’ex museo della Resistenza di Villa Schiff, una sala spoglia e senza arredo idoneo. Probabilmente chi la definisce tale non ha mai visto una biblioteca. La biblioteca deve essere una struttura completa di sale studio sala lettura sala prestito ed emeroteca. A mio avviso, ma ovviamente sono sempre aperto ad idee migliori se ce ne saranno, dovrebbe essere ubicata alla Capanne, frazione più popolosa di Montignoso, ormai sguarnita di ogni servizio. Fondamentale è non costruire nulla di nuovo, ma recuperare l’esistente: bene le ex scuole elementari di Capanne, meglio se si trovassero spazi ancora più centrali. La biblioteca non è un luogo statico dove si posizionano libri e tavoli e poi ci si dimentica dell’esistenza, ma luogo di incontro, confronto e dibattito. A me piacerebbe che ogni cittadino di Montignoso che si laurei presentasse la propria tesi nel cuore pulsante della cultura montignosina. Bisogna dire che a Montignoso ci sono eccellenze e pubblicizzarle, raccogliere tutte le tesi e dare orgoglio a chi si cimenta dalla periferia in un percorso tanto difficile. Dinanzi a candidati a consiglieri muti, che vengono votati non si sa su quale principio, mi piacerebbe scegliere come rappresentati una serie di giovani che si sono fatti le ossa nella dialettica e nel confronto. La biblioteca dovrebbe essere l’habitat naturale dove si forma la politica di un paese. Villa Schiff dovrebbe rimanere sede comunale, senza costruire nuovi ed inutili complessi, ben potendo coesistere uffici comunali archivi storici e sale espositive».