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Case popolari, l’emendamento di Fdi: «Premiato chi risiede da più tempo in Toscana»

«Ora ci batteremo per ottenere accordi con Stati esteri in modo da fare verifiche puntuali su chi chiede un alloggio popolare», dichiarano gli esponenti di Fratelli d'Italia che hanno modificato la proposta di legge regionale

MASSA-CARRARA – «Grazie al lavoro di Fratelli d’Italia è stata introdotta, nella legge regionale, la storicità della residenza come criterio premiale per l’assegnazione degli alloggi popolari. Siamo riusciti a modificare la proposta di legge approvata dalla giunta che recepiva in ottica immigrazionista la sentenza della Corte costituzionale in materia: metteva sullo stesso piano persone che vivono in Toscana da anni con chi fosse entrato da pochi giorni nella nostra nazione. Abbiamo così fermato una norma del tutto iniqua visto che le case popolari sono state costruite con il lavoro dei nostri genitori». A dare l’annuncio sono il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci, componente della Terza Commissione, insieme al capogruppo a Massa Alessandro Amorese ed al coordinatore provinciale Marco Guidi.

«Se la Corte ha deciso che la residenzialità non può essere un vincolo di esclusione dall’assegnazione degli alloggi, grazie a Fratelli d’Italia diventa un criterio per acquisire più punti in graduatoria. – spiegano gli esponenti di FdI – Un nostro emendamento alla legge regionale sugli alloggi Erp introduce un sistema graduale di punteggio a seconda degli anni di residenza: sarà dato 1 punto a chi è residente da 3 anni, 2 punti per 5 anni, 3 punti per 10 anni, 3,5 punti per 15 anni e 4 punti a chi risiede da 20 anni. Inoltre, vengono considerati anche gli anni di permanenza in graduatoria (mezzo punto per ogni anno di permanenza in graduatoria, fino a un massimo di sei punti)».

«La nostra attenzione sulle case popolari non si esaurisce con questo intervento. – conclude il consigliere regionale di FdI Vittorio Fantozzi – Abbiamo infatti presentato in commissione una proposta di risoluzione di Fratelli d’Italia che chiede, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di agevolare la stipula di convenzioni e protocolli d’intesa con gli Stati esteri, in particolar modo quelli da cui proviene il 70-80% dei richiedenti delle case popolari. Questo per dare la possibilità ai comuni, o alle aziende di gestione, di poter accedere ai catasti immobiliari esteri. Così sarà possibile verificare che siano esclusi dalla richiesta di alloggi popolari coloro che hanno diritti reali su proprietà immobiliari in Italia o all’estero».