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Cup: saltato l’accordo tra l’azienda d’appalto e i sindacati Cgil e Cisl: «lavoratori allo sbando»

Parallelamente al tavolo di trattativa di Filcams Massa-Carrara e Fisascat Toscana Nord, l'azienda ha siglato un accordo con un'altra organizzazione sindacale

A spiegare l’accaduto i sindacati Filcams Cgil di Massa-Carrara e Fisascat Toscana Nord Cisl: «In questi anni, di percorsi lineari verso una contrattazione acquisitiva in termini di diritti le lavoratrici e i lavoratori dei Cup in appalto ne hanno visti ben pochi, e quando sembra che la strada giusta sia stata imboccata e si sia finalmente prossimi all’ottenimento non della luna, ma del riconoscimento a livello contrattuale delle ore di lavoro effettivamente svolte, qualcosa va storto e ci troviamo nuovamente ad aprire lo stato di agitazione presso l’appalto Front Office e Back Office della ex ASL 1 di Massa-Carrara, con possibilità di scioperi improvvisi nelle ore che lavoratrici e lavoratori effettivamente lavorano ma che ad oggi ancora non sono messe a regime nei loro contratti.»

«Alla domanda che potrebbe essere avanzata su cosa sia stato fatto per sanare questo gap – proseguono unitamente i sindacati – rispondiamo che nemmeno la pandemia ha fermato i tavoli di trattativa sindacale con l’azienda attualmente nell’appalto, una trattativa non priva di difficoltà, ma portata avanti finora all’insegna di un obiettivo di fondo che è rimasto per noi una costante, un punto cardine ovvero che a tutte le lavoratrici e i lavoratori di questo comparto siano consolidate a livello contrattuale le ore di supplementare strutturale svolte ogni giorno, unitamente all’obiettivo di dare valore al lavoro riconoscendo la formazione pregressa acquisita e uniformando i livelli contrattuali alla reale entità e complessità delle mansioni svolte.»

«La battuta d’arresto a questo percorso – concludono – si rinviene nel fatto che parallelamente al tavolo di trattativa ufficiale richiesto da Filcams Cgil di Massa-Carrara e da Fisascat Toscana Nord Cisl, l’azienda ha però siglato un accordo con un’altra organizzazione sindacale, uscendo di fatto dalla trattativa ufficiale e in virtù del contenuto di tale accordo sono venute a crearsi nuove condizioni di vantaggio per alcune lavoratrici, ma a scapito non solo di tutte le altre, ma dell’intera organizzazione del lavoro. Alla luce di quanto verificatosi prendiamo nettamente le distanze da un modo di portare avanti la trattativa che esula da un principio che per noi è imprescindibile, ossia che tutte le lavoratrici e i lavoratori debbano veder tutelati i propri diritti allo stesso modo, si chiama uguaglianza ed è un valore irrinunciabile di ogni persona. Parimenti, riteniamo il comportamento dell’azienda lesivo della trattativa ufficiale e del buon andamento delle relazioni sindacali e lontano anni luce dal rispetto nei confronti di tante lavoratrici e lavoratori che ad ogni cambio appalto si trovano a dover lottare per i propri diritti.»